
Il responsabile delle pagine sportive del Gazzettino,
Umberto Sarcinelli, scrive oggi dell'ostracismo snaiderino nei confronti del suo collaboratore
Roberto Zanitti. Vi riporto alcuni passaggi di un articolo che, significativamente, s'intitola
Il silenzio stampa contro la critica.
La Snaidero ha deciso il silenzio stampa nei confronti del Gazzettino come ritorsione per il tono delle critiche mosse alla conduzione tecnica della squadra. Un silenzio stampa non ufficializzato da alcun comunicato ma adottato nei fatti [...]. Il Gazzettino non è il bollettino della società, nè potrai mai esserlo, il nostro referente è il lettore che ha il diritto a un'informazione non paludata e asservita. [...] I tifosi non sono comparse per creare scenografie, non sono né sordi né ciechi né tantomeno stupidi. Riconoscono quando una squadra è stata allestita con intelligenza, riescono a discernerne vittorie e sconfitte a prescindere dalle ragioni del cuore. [...] La Snaidero ha deciso di non parlare con il Gazzettino e ha sconsigliato ai suoi tesserati di rilasciare interviste. Poco male se queste si riducono a vuoti proclami e se ogni domanda tecnica viene recepita come un'offesa personale. [...] . Pur non condividendo in toto
il modo in cui vengono mosse le critiche a squadra e conduzione tecnica negli articoli di Roberto Zanitti - l'abbiamo detto altre volte che la sua ironia è, talvolta, fin troppo pungente e
acida - non si può negare che il bravo cronista del Gazzettino sia
l'unica voce fuori dal coro, l'unico che quest'anno ha avuto il coraggio di mostrare le nudità del re. E allora è davvero un peccato che chi fa calare la scure del silenzio stampa
ad personam (ci piace e vogliamo pensare che non si tratti di President Edi) non si fermi un secondo a riflettere sulle parole che, nel corso dei mesi, sono state scritte da Zanitti. L'ego, talvolta, fa brutti scherzi e sarebbe importante riuscire a metterlo da parte, di quando in quando, per provare a guardare la realtà in modo obiettivo, soprattutto quando c'è qualcuno che ne dà conto, quotidianamente, su un pezzo di carta. Ammettere i propri errori è il primo passo per migliorare, crediamo. Di errori in questo triennio Ghiacci-Pancotto ne sono stati fatti (ci mancherebbe, chi lavora sbaglia!), ma questo "provvedimento", in assoluto, è il più brutto.