
Ma prima o poi è un ragionamento che va affrontato. Nella stagione in cui, e ci mancherebbe, Jerome Allen sta calando il proprio rendimento statistico ma, soprattutto, atletico, ci sarebbe grande necessità di un back-up in grado di surrogarlo quando va in affanno o, magari, quando gioca con una costola rotta. L'anno scorso c'era
Kris Valters, quest'anno c'è
Nikos Vetoulas. La differenza c'è e si sente. Non vogliamo dire che a Teramo la Snaidero abbia perso a causa sua, di certo non dimentichiamo la tripla di tabella dell'ellenico, che ha permesso a Udine di violare il campo di Rieti, e abbiamo ben chiaro che il basket è un gioco di squadra, ma in termini generali quello dell

a riserva di Allen, al momento, è un problema. L'anno scorso entrava Valters e garantiva una certa dose di follia, accellerazioni di ritmo e difesa asfissiante sul play avversario (vi ricordate Micheal Jordan - quello di Cantù! - riportato alla ragione dal lettone dopo un primo quarto sfavillante?), quest'anno entra Vetoulas e c'è da sperare che sia in giornata al tiro da tre. E' vero che Nate Green e Mike Penberthy possono portare palla e fungere da play aggiunti (lo fanno anche quando Allen è in campo), ma il rendimento di Nikos in questo inizio di stagione è ben al di sotto della sufficienza e, se rapportato agli altri anni udinesi, nettamente inferiore al passato. Udine ha bisogno del vero
Killer di Patrasso o, in alternativa, dovrà puntare con maggiore decisione sui giovani (Lovatti e soprattutto Truccolo, che gioca con il piglio del veterano), in particolar modo in fase difensiva sugli esterni avversari che, partendo da Marques Green, passando per Will Conroy e il
Pozz, per finire con Marco Carra, hanno messo a ferro e fuoco la difesa udinese.