Per avere la possibilità di vincere dobbiamo lavorare forte in difesa e mantenere gli avversari sui 60 punti. Così Allen dopo la vittoria interna su Scafati. Oggi, Capo d'Orlando ha raggiunto quota 60 all'inizio del 3° quarto. Una partita senza storia quella in terra siciliana per la Snaidero, che parte già col piede sbagliato concedendo a Drake Diener 10 punti nei primi 3 minuti di gioco. La squadra di coach Sacchetti cavalca da subito la giornata di vena dei due bianchi americani (Diener e Wallace) e trova in Howell un prezioso rimbalzista offensivo. Nel primo tempo, nei momenti in cui Udine cerca di chiudere il gap arrivando a 7 o 5 punti di distanza, Capo d'Orlando trova sempre una giocata (spesso da tre punti), anche da protagonisti inaspettati (Gugliotta e Fabi), che la rimette avanti di 8-9 punti. All'inizio del terzo quarto c'è la fuga decisiva. Nelle secche dell'attacco snaiderino brilla ancora una volta Jerome Allen (17 punti, 4 assist), l'unico dei big a non affondare, cui si affianca Capitan Di Giulio, finalmente un fattore anche in attacco (17 punti, 9 rimbalzi e 5 recuperi). Male, molto male Mike Penberthy (6 punti) e Schultze (0 per lui); segni di vita, invece, da ToC che mette due triple consecutive quando la partita c'è ancora e chiude con 13 punti. Nel complesso, però, una disfatta che deve far riflettere sulla personalità di una squadra che "l'ha data su" già all'inizio del 3° quarto. Onore al merito, ovviamente, a Capo d'Orlando che dimostra di essere squadra solida e di avere allestito un roster di qualità, ancorché sconosciuto: Diener (27 punti), Wallace (15 punti, 13 rimbalzi e 5 assist) e Howell (20 e 8). Infine, una nota per l'esordio in campionato del Pozz: in 26 minuti, 12 punti, 7 falli subiti e 8 assist. Niente male.