Jerome Pooh Allen è stato, a nostro modesto avviso, l'MVP della stagione arancione. Certo, molti di noi hanno ancora negli occhi la tripla in corsa da 8 metri nell'ultimo possesso a Vilnius (scelta scriteriata se ce n'è stata una) o alcuni momenti di "nebbia" tattica nei quali il play di Philly ha, francamente e obiettivamente, esagerato nei palleggi e nell'1vs1. Nel complesso, però, è facendo leva sull'esperienza, sulle doti di condottiero - mai fu coniato soprannome più calzante di Capotribù - e sulle capacità tecniche e atletiche di Allen che si è ricompattata una squadra e uno spogliatoio che, ad un certo punto della stagione, sembravano vicini all'implosione. Non c'è, ovviamente, la controprova, ma fosse rimasto Wisniewski (senza farne una questione di qualità del giocatore), insieme a Livorno forse ora ci sarebbe Udine e non Reggio Emilia. Le statistiche confermano che quest'anno Jerome è stato uomo-squadra. Oltre ai 15 punti a partita (15,1 di quest'anno contro i 15,7 dell'anno scorso), Jerome ha garantito 4,8 rimbalzi (oltre 1 in più rispetto all'anno passato) e 3.6 assist (contro i 2,9 dell'anno scorso), sporcando solo leggermente il rapporto tra turnover e palle recuperate. Jerome ci aveva confidato che fisicamente si sentiva molto bene, meglio di 3/4 anni fa ma che desiderava tornare a casa dalla famiglia (ha 3 figli piccoli) e cominciare la carriera di allenatore (pare ci sia una offerta interessante da San Antonio). Pooh ha un contratto con Udine anche per la prossima stagione, quindi, se gioca ancora, gioca a Udine. Presidente e GM a Telefriuli lunedì sera si dicevano ottimisti. Non ci resta che attendere la decisione, prevista ad inizio di giugno.
