Scusate, ma leggere l'intervista all'avvocato Lasa ha coperto il mio cuore con una patina di tristezza e di nostalgia per i bei tempi che furono. Allora mi son chiesto quale giocatore mi sia rimasto di più nel cuore. Qualcuno, tra di voi, penserà a Teo, magari a Charlie, forse a Carbonara McGhee. No, no, siete fuori strada. In questi anni un nome solo ha fatto breccia nel mio cuore e nella mia memoria. Insieme al suo volto, mi sono venuti in mente il riscaldamento prepartita ("il" perchè
una partita sola ha giocato in maglia arancione), affrontato a ritmo blando e elargendo sorrisi a Sepulcri che gli chiedeva di scivolare sulla linea laterale con le gambe piegate, le sei finte consecutive prima di andare al tiro, i 2 punti e i 4 rimbalzi messi a
referto. Insomma, mi è venuto in mente
John Big Panda o Franchise Strickland.
Qui trovate un'intervista un po' datata a John, uno degli idoli dei playground newyorchesi, dalla quale avrei estrapolato il suo motto (un adagio che, prima o poi, tutti noi abbiamo applicato nelle partite in campetto):
You live by and you die by the jumper. If he's hot, and he hits the three and he wins, God bless him, but if he don't, you try to punish him down low and get the easy two.
NB: John ora gioca in una lega minore negli
Albany Patroons insieme a Felipe El Senor Lopez. Ho contattato la squadra per un'intervista esclusiva a John. Attendiamo.