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mercoledì, 31 dicembre 2008

Buon 2009!


Qualsiasi cosa facciate, ovunque la facciate, l'augurio è di concluderla sempre positivamente e, perchè no?, con l'eleganza di un finger roll.

postato da: FingerRoll alle ore 14:20 | link | commenti (6)
categorie: off topic
martedì, 30 dicembre 2008

Il dilemma playmaker

Gli allenatori di LegaA che hanno visto la partita domenica sera (tutti), ora sanno cosa fare contro Udine. L'ordine, per tutti, sarà di mettere pressione al playmaker.
Proprio lo spot di 1, infatti, è quello che maggiormente desta preoccupazione in casa arancione. Se guardia, ala e ala grande (adattata, d'accordo, ma pur sempre ala grande) potrebbero tranquillamente giocare in formazioni da titolo (Joseph Forte uno scudetto l'ha già vinto, Rashad Anderson l'anno prossimo si batterà con ogni probabilità in Eurolega e Oscar Torres ha giocato, scusate se è poco, con Messina al CSKA), la "situazione playmaker" alla Snaidero è in evoluzione. Posto che Lorenzo D'Ercole sembra ancora troppo acerbo per la LegaA e con ogni probabilità avrà un ruolo marginale nel team, Sandis Buskevics (nella foto) ha dimostrato contro Biella tutti i suoi limiti. Attenzione, non vogliamo buttargli addosso alcuna croce, anche perchè è evidente che il lettone è lontano dalla forma migliore, ma il buon Sandis continua a ricordarci il primo Vetoulas: 15-20 minuti dalla panchina per mettere qualche tripla, dare un po' d'ordine, magari pescare qualche assist smarcante. Play titolare in LegaA? Probabilmente no.
Vedremo quindi molto spesso Forte adattarsi a quel ruolo (ma He can't play the point and don't wanna play the point - non sa giocare e non vuole giocare play - disse tempo fa un giocatore arancione, magari un tantino interessato al discorso) e per alcuni possessi, soprattutto quando sarà marcato da un giocatore più lento, Anderson potrà portare su palla. Restano, però, soluzioni in qualche modo d'emergenza che, ovviamente, fanno perdere fluidità al gioco arancione, snaturando le caratteristiche di alcuni protagonisti. Udine, con Forte e Anderson in play potrebbe diventare una squadra alla "Biella", ovvero molto legata ai pick and roll e ai giochi a due. Romero e Di Giulio sono buoni bloccanti (Romero sa anche ricevere in movimento) e andranno sfruttati. Lo ha detto Meo in conferenza stampa: "siamo ancora troppo legati alle lune di Anderson e Forte". A nostro avviso sarà difficile riuscire a trovare soluzioni diverse, a meno che non si parta da una difesa capace di creare contropiede e transizione, ma la Snaidero non è una squadra dotata di grandi passatori. Insomma, con Jermaine Jackson ormai negli States (è uno dei nomi associati alla piazza bolognese per il dopo Boykins), Udine e il suo allenatore dovranno lavorare molto per dare fluidità al gioco arancione. Tre vittorie consecutive, però, aiutano...

postato da: FingerRoll alle ore 11:20 | link | commenti (6)
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lunedì, 29 dicembre 2008

Udine-Biella: gli highlight


postato da: FingerRoll alle ore 16:05 | link | commenti
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Snaidero Udine - Angelico Biella 80-78

Udine vince una partita quasi persa e porta a 3 le vittorie consecutive. La Snaidero porta a casa un match che con ogni probabilità ad inizio anno avrebbe gettato alle ortiche (ad un certo punto è sembrato di rivivere le partite contro Cantù e Teramo). La prestazione di Joe Forte è l'emblema del match udinese: primo tempo al limite della denuncia (svogliato, quasi assente: un "piccolo" Boykins) e ripresa di classe e sostanza. Ma la vittoria non sarebbe mai arrivata senza il cuore di Oscarito Torres, capace di riaprire il match quando sembrava aver preso - e sarebbe stata la terza volta in tre anni - la direzione del Piemonte. Biella ci ha messo del suo buttando un vantaggio di 4 punti a un minuto dal termine. Un passo indietro lo ha fatto, invece, Sandis Buskevics, incerto per tutta la partita (ma lo Spinelli di oggi sarebbe stato un cliente difficile per chiunque), mentre Romero e Di Giulio, con la loro energia, sono stati utili alla causa. Il successo è un buon viatico per le quattro partite che aspettano la banda Sacchetti: domenica prossima al Palaverde, poi in casa con i verdi toscani e, infine, la doppia trasferta Rieti-Bologna.

Cronaca
Dopo un inizio equilibrato nel quale spicca l'atletismo di Torres, Biella trova facili conclusioni in transizione sugli errori arancione: 16-10 e time out Sacchetti. Alla ripresa del gioco, 3 perse consecutive di Forte convincono il coach udinese a schierare la seconda unità (D'Ercole, Musso, Romero), ma Biella è saldamente avanti e chiude il parziale 25-16. Biella è brava a perforare la difesa udinese negli 1vs1, Udine senza idee in attacco e, eccezion fatta per un canestro di Romero, a referto solo con Torres e Anderson.
All'inizio della seconda frazione, Udine ci prova con la difesa allungata che frutta un bel recupero con schiacciata di Antonutti. Biella, però, continua a trovare soluzioni da sotto e mantiene un cuscino di 10 punti. La Snaidero riprende la brutta abitudine di regalare tiri liberi (1/3 di Anderson e 1/2 di Buskevics), ma ricuce con Antonutti e il lavoro sporco di Pepito. Spinelli buca la zona 2-3 di Sacchetti con una tripla frontale. Ancora +10 Biella, ridotto a 7 da una tripla di Buskevics. Al 5° minuto le squadre sono già in bonus e la notizia è il 2/2 di Di Giulio dalla lunetta, ma sono 2 triple di Forte e Torres a rimettere definitivamente in partita Udine: 42-39 Biella. I piemontesi non mollano e grazie a Jerebko ritornano avanti di 7 lunghezze. Al riposo lungo si va sul 48-41.
5-0 Udine per aprire il terzo quarto, con Torres e Forte sugli scudi. Per Biella rispondono Gaines e Gist per il nuovo +7. Udine, oltre a buttare qualche facile opportunità in transizione, rientra e si accoppia male in difesa, ma trova ancora Anderson e Torres per il -1. Il pareggio e il sorpasso sono firmati da Ortner dalla lunetta. Joe Smith riporta avanti Biella e Udine non riesce a trovare fluidità in attacco. Di Giulio mette in partita il pubblico con stoppata e apertura football per il canestro di Romero. 64-64 dopo 30 minuti.
2 perse consecutive di Buskevics segnano un devastante 4-0 per Biella in apertura di ultimo quarto. In attacco Udine è fredda e prima Di Giulio poi Anderson sbagliano da fuori. Forte in solitaria mette i primi due punti per la Snaidero, ma Gaines risponde con 3. Dopo 5' gli arancione hanno segnato solo 4 punti con Joe Forte. Un'inaspettata tripla di Romero riapre il match. Forte porta avanti Udine dalla lunetta, ma l'altro Joe, Smith, zittisce il palazzo con una tripla: 75-73 a 3' dal termine. Anderson spezza due liberi, mentre Garri mette una tripla che sa di vittoria.  Torres, però, non ci sta e impatta con un tap-in e 2 liberi dopo un'esitazione di Buskevics. 78-78 e ancora 30 secondi da giocare. Gaines sfonda, Anderson si guadagna di forza due liberi: 80-78 a 3 secondi dalla fine. Il tiro della disperazione di Spinelli non vede il ferro e Udine mantiene aperta la striscia di vittorie.

Pagelle
Udine
Anderson: - 6,5: Polveri un po' bagnate, ma ci mette grande impegno, anche difensivo, e nel finale c'è.
Musso: - 6: Grande energia, ma poche occasioni per mostrarla.
D'Ercole: - sv: Tre minuti per far rifiatare Buskevics sono pochi per giudicarlo.
Ortner: - 5: Big Ben manda il fratello più soft alla partita.
Antonutti: -  6,5: In campo per soli 13 minuti, ma con buona determinazione.
Di Giuliomaria: - 6,5: Dopo il n.e. di Avellino, una prestazione incoraggiante.
Forte: - 7: Largamente insufficiente nel primo tempo, si riscatta nella ripresa, tenendo viva Udine.
Romero: - 7: Se non ci fosse lui, là sotto, sarebbero guai. E infatti quando non c'era...
Torres: - 7,5: Quando sta bene fisicamente, si fa sentire sui due lati del campo. Meritatissimo MVP.
Pascolo: - ne
Maganza: - ne
Buskevics: - 5: Il play titolare mette a referto 1 assist e 5 perse.

Biella
Jurak: - 6: Energia. Questo può dare e questo dà.
Raspino: -ne
Spinelli: - 7,5: Wow! Che giocatore! Non solo follia, ma anche ottima conduzione della squadra. Avesse messo la tripla della disperazione, sarebbe stato non solo l'MVP, ma l'eroe della partita.
Raucci: - ne
Jerebko: - 6,5: Con la sua stazza mette in difficoltà Anderson e guadagna seconde opportunità per Biella.
Garri: - 7: A Biella ha trovato la sua dimensione e si vede che gioca con serenità. La qualità c'è sempre stata.
Gist: - 5: Probabilmente è ancora acerbo, ma con quel fisico può dominare.
Rotondo: - ne
Smith: - 6,5: Quando serve, piazza un paio di zampate di qualità.
Aradori: - sv
Brunner: - 6: vedi Jurak
Gaines: - 5: L'eterno incompiuto. Non se la cava male, ma nel momento decisivo scompare.

Post Partita
Romeo Sacchetti: Un primo quarto da dimenticare, con troppe palle perse. Nel secondo tempo siamo rientrati con maggiore intensità. Gli ultimi 30" rappresentano il bello e il brutto di questo sport: questa volta il bello è capitato a noi. Dobbiamo continuare a lavorare, perchè dipendiamo ancora troppo dalla qualità e dalla "schizofrenia" di Forte e Anderson. Ci servono alternative quando loro non sono in partita. Oggi Buskevics ha faticato molto contro Spinelli, mentre Di Giulio ci ha dato la presenza interna di cui avevamo bisogno. Non possiamo permetterci, in futuro, un atteggiamento così soft ad inizio partita, mentre mi piace segnalare il coinvolgimento della panchina, che può dare una grande mano dal punto di vista emotivo.
Oscar Torres: Abbiamo vinto una partita importante e, nel finale, l'abbiamo vinta anche in difesa, forzando una palla persa e prendendo uno sfondamento. La vittoria è fondamentale per continuare a costruire inerzia. Io fisicamente sto bene e cerco di dare sempre il massimo.
Rashad Anderson: Non sono contento della mia partita perchè ho sbagliato alcuni tiri e soprattutto 3 liberi che potevano essere decisivi. Nel finale, però, sono riuscito a fare alcune giocate importanti. Come squadra, ovviamente, ci stiamo ancora adattando ai nuovi compagni e al gioco del coach. Per me è un po' più difficile rispetto a prima, perchè Jackson sapeva servirmi con puntualità, ora devo crearmi il tiro in autonomia, ma va benissimo anche così.
Jermaine Jackson: Probabilmente rientrerò negli States in settimana, ho bisogno di rimettere in sesto la schiena e lo farò a Detroit con il trainer dei Pistons. Non sono preoccupato per il futuro, qualche contatto c'è già e sicuramente troverò una soluzione. In bocca la lupo alla squadra e buon 2009 a tutti.
Edi Snaidero: Un bel modo per concludere il 2008. Speriamo che il 2009 ci dia maggiori soddisfazioni. Auguri a tutti. 

postato da: FingerRoll alle ore 00:41 | link | commenti (5)
categorie: campionato
sabato, 27 dicembre 2008

Udine-Biella: preview

Mentre il campionato rischia di perdere Earl Boykins (grazie, Jacopo, per la notizia), la sua seconda stella NBA (la prima, Shawn Kemp, non ha mai vestito ufficialmente la divisa di gioco di Montegranaro e, a giudicare dalla classifica dei marchigiani, è stato meglio così), Udine sta preparando la sfida interna contro Biella. L'obiettivo cui punta tutto l'ambiente è, evidentemente, il raggiungimento del 3° successo consecutivo e, contestualmente, l'aggancio ai piemontesi a quota 8 in classifica. Attenzione, però, perchè se è vero che Biella quest'anno fuori casa ha vinto solo ad Avellino (proprio come Udine), è anche vero che il Carnera negli ultimi anni è stato terra di conquista per la squadra del presidente Marco Atripaldi. Occhio, soprattutto, al fattore 20. Già perchè sia due stagioni or sono (era la squadra di Wisniewski e O'Bannon) sia l'anno scorso, Udine era andata saldamente avanti nel punteggio, salvo poi spegnersi e permettere la rimonta biellese. Uno dei protagonisti della gara di due campionati fa tornerà sul luogo del misfatto. Reece Gaines resta il giocatore di maggiore talento nel roster di coach Bechi. I punti, però, li mette soprattutto il play (all'occorrenza guardia) Joe Smith, veterano del campionato italiano e giocatore dotato di ottima mano, soprattutto da 3 punti: pane per i denti di Sandis Buskevics o, più probabilmente, di Joe Forte. L'ala piccola sarà Jonas Jerebko, prospetto NBA, giocatore di sostanza, mentre il reparto lunghi vede partire in quintetto il verticale James Gist (il n.15 nella foto in maglia Maryland) e il sempreverde Luca Garri, centro atipico se ce n'è uno. Dalla panchina escono il dinamismo di Valerio Spinelli, play in grado di fornire minuti di "follia" positiva, l'esperienza del guerriero sloveno Goran Jurak, il giovane Pietro Aradori e il neo-acquisto, l'ala Greg Brunner.
Udine e Biella sono squadre simili, che prediligono fare un punto in più dell'avversario (vedi ultima vittoria casalinga contro Treviso) e che hanno nei piccoli i giocatori di maggiore impatto. Chiavi per portare a casa l'incontro saranno, dunque, gli accoppiamenti difensivi: Smith-Buskevics, Gaines-Forte, Jerebko-Anderson. Udine, poi, potrebbe fare valere il fattore Pepito: il Romero visto contro Avellino può spazzare via i vari Gist, Jurak, Garri.
Vincere quest'incontro, ci ripetiamo, sarebbe di capitale importanza per guardare al futuro più prossimo (sfida al PalaVerde di Treviso, Siena in casa e doppia trasferta a Rieti e Bologna, sponda Pancotto) con maggiore serenità.

postato da: FingerRoll alle ore 10:42 | link | commenti (5)
categorie: prossimi avversari
venerdì, 26 dicembre 2008

Rashad Anderson: l'intervista

Per qualcuno è il nuovo Charles Smith, per altri è semplicemente uno dei migliori tiratori puri in circolazione. Rashad Shaheed Anderson è, senza dubbio, l’acquisto più azzeccato dell’estate friulana e, al momento, il leader nei punti segnati dell’intera LegaA. Il nativo della Florida – E non ci penso proprio a trasferirmi, lì si sta troppo bene: il tempo è bello tutto l’anno, non c’è mai la neve e abbiamo splendide spiagge! – ci ha raccontato qualcosa della sua vita, personale e professionale.

Rashad, da piccolo chi era il tuo modello di riferimento?
Mio padre. E’ lui che mi ha insegnato le prime cose sul basket e, soprattutto, a essere un uomo e un buon cittadino. Ancora oggi è il mio migliore amico. Ci sentiamo 4/5 volte la settimana ed è sempre prodigo di consigli.
A che età hai capito che per te il basket non era solo una passione?
Ero molto giovane, 13-14 anni, quando ho cominciato a pensare che il basket sarebbe potuto diventare la mia vita. Poi sono arrivati gli anni di high school e la chiamata da uno dei migliori programmi universitari degli States: l’Università di Connecticut.
Gli Huskies di UConn erano una squadra ricca di talento (tanti compagni di Rashad ora giocano nell’NBA, ndr) ma spesso i tiri decisivi finivano nelle tue mani. L’NBA però si è dimenticata di te. Te lo aspettavi?
Veramente io mi aspettavo di essere chiamato da qualche squadra, ma non me la sono presa più di tanto. Sono da sempre convinto che tutto accada per una ragione. Al momento del draft, mi stavo rimettendo da una malattia che mi sarebbe potuta costare la vita e non solo la carriera sportiva, quindi non mi potevo allenare e avevo messo su un po’ di chili. Sono comunque soddisfatto: ho la mia vita, sono un giocatore di basket e sono ancora giovane per giocare le mie carte in chiave NBA.
Fino ad ora la tua carriera professionistica è stata un crescendo: seconda divisione greca (Egaleo), seconda divisione italiana (Livorno), ora la prima divisione italiana con Udine. Passi successivi? Squadra da titolo, Eurolega ed NBA?
Io mi sento in grado di competere al livello massimo, quindi nell’NBA, già adesso. Sento di essere pronto. Poi, però, bisogna essere realisti e vedere quali sono le opportunità. Ad esempio, se la prossima estate arrivasse un’offerta incredibile dall’Europa, sarebbe difficile dire di no. Sono un professionista e ho una famiglia alla quale provvedere.
Veniamo al Rashad Anderson giocatore: prova a descriverci cosa succede quando entri in quei momenti di onnipotenza cestistica nei quali ogni tiro sembra “dover” entrare.
Funziona così: inizi con un canestro da sotto, magari un facile appoggio, poi un canestro dalla media ed entri in ritmo;  poi magari metti un tiro da tre e poi un altro e a quel punto…arriva la “Sentenza” e non c’è niente che un difensore possa fare. Non voglio sembrare arrogante, ma in quei momenti o mi neghi la ricezione oppure devi solo pregare che io sbagli.
Ci sono aree del tuo gioco che senti di dover migliorare ancora?
Posso migliorare in tutto. Assolutamente in tutto. Ad esempio, devo diventare un passatore e un difensore migliore.
Con il tiro siamo apposto, vero?
No, no, anche lì posso migliorare. Il punto è che quando uno non vuole più fare un passo avanti nel proprio gioco è meglio che si dedichi ad altro. Per me quel giorno è ancora lontano.
Abbiamo notato che non schiacci mai, nemmeno quando ne hai la possibilità. C’è un motivo?
Se la metti così, la prossima volta tiro giù il canestro con una feroce affondata! (risata). No, in realtà, il mio gioco è sempre stato essenziale. Appoggiare a canestro o distruggere il ferro con una schiacciata conta sempre due punti. Io preferisco la soluzione più semplice. Anche quando tiro, lo faccio dopo 2, massimo 3, palleggi, a meno che non mi trovi in posizione centrale, fronte al canestro, in quel caso mi piace giocare un po’ con il mio difensore. In campo siamo in 5 in campo ed è giusto dividerci il pallone.
E il Rashad in abiti civili com’è?
Sono un burlone, mi piace ridere e scherzare con i miei compagni – tirandogli, ad esempio, acqua gelata quando sono sotto la doccia - e con gli amici.
Pensa che, visto da fuori, sembri una persona molto seria.
Sono l’esatto contrario. In campo sono un agonista spietato, gioco duro e odio perdere. Beh, però, devo dirti che anche quando la sera Jermaine Jackson ed io ci sfidiamo con l’Xbox, odio perdere. Quando capita, non gli rivolgo la parola per tutta la sera.
Fuori dal campo cosa fai?
Qui a Udine sto principalmente a casa, mi riposo, mi diverto con i videogiochi e soprattutto sto al telefono con la mia famiglia e le mie bambine, una compirà un anno a febbraio mentre l’altra va già a scuola. In Florida, invece, oltre a stare con la famiglia, mi piace fare quello che fanno in venticinquenni: divertirmi con gli amici, andare in spiaggia.
E’ dura star lontano dagli affetti?
Sì, molto, ma è uno degli aspetti della professione. Sarebbe difficile anche, ad esempio, se giocassi nell’NBA, perché sarei spesso lontano per le trasferte ad Ovest.
Quindi la tua preferenza andrebbe per una squadra della costa EST?
No, no, assolutamente, l’importante è giocare nella Lega, la squadra è davvero secondaria.
Udine com’è? La città, il pubblico?
La città mi piace e la gente è molto cordiale e alla mano. I tifosi, poi, anche nei momenti difficili ci sono sempre vicini ed è una cosa che sento molto. Se ci pensi, chi viene al Carnera paga il biglietto per vederci e magari il lunedì, quando noi abbiamo la giornata libera, si deve alzare alle 6 per andare al lavoro. Ho grandissimo affetto e rispetto per loro, anche per questo do sempre il 100% in campo.
Ultima domanda, cosa significa per un afro-americano avere per la prima volta un presidente nero alla Casa Bianca? Cosa pensi Barack Obama possa portare al Mondo?
Credo che Obama possa portare il cambiamento. Lo diceva la sua campagna e io credo possa accadere. Obama, prima di essere un afro-americano, è un uomo preparato e penso possa contribuire a risolvere la crisi che il Mondo sta vivendo. Per me la sua vittoria di novembre significa semplicemente che nella vita tutto è possibile!

E allora, nel piccolo cosmo del basket udinese, è giusto credere che la salvezza sia possibile, soprattutto se passa dai polpastrelli della “Sentenza” da Lakeland, Florida. 

postato da: FingerRoll alle ore 13:57 | link | commenti (9)
categorie: interviste
mercoledì, 24 dicembre 2008

Auguri!

Auguri di un sereno Natale a tutti voi.
Ah, nel caso riusciate, satolli, a trascinarvi fino al divano dopo il pranzo natalizio, ricordatevi che alle 18 su SkySport2 c'è Virtus-Ferrara e alle 23 l'imperdibile L.A.-Boston.

postato da: FingerRoll alle ore 13:32 | link | commenti (4)
categorie: off topic
martedì, 23 dicembre 2008

Avellino-Udine: gli highlight


postato da: FingerRoll alle ore 13:01 | link | commenti
categorie: campionato

Bravo, Mario!

Nel momento di massima gioia, quando la sirena ha decretato la vittoria arancione e i giocatori di Udine si sono abbracciati in campo, Mario Ghiacci si è subito recato a confortare un Jermaine Jackson chiaramente deluso. Al di là di ogni considerazione sulla qualità del giocatore, sulle scelte estive, ecc. ecc., ci è sembrato un bel gesto. Bravo Mario.

postato da: FingerRoll alle ore 11:05 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 22 dicembre 2008

Intervista a Rashad Anderson


Mercoledì
sulle pagine del settimanale IL FRIULI potrete trovare una mia intervista a Rashad Anderson. La Sentenza da Lakeland, Florida parla, tra le altre cose, del suo rapporto con il padre, della mancata chiamata NBA, del suo futuro, di cosa significhi entrare in the zone e di che cosa gli piace di Udine e del suo pubblico.
Mercoledì in edicola.

postato da: FingerRoll alle ore 10:48 | link | commenti (5)
categorie: interviste
domenica, 21 dicembre 2008

Considerazioni post-Avellino

Scriviamo senza aver visto la partita di Avellino. Solo leggendo la cronaca e guardando il tabellino però alcune considerazioni sorgono spontanee. 

1. La coppia Forte-Anderson nelle posizioni di guardia e ala piccola non ha eguali nel campionato. Se si accedono, non ce n'è per nessuno, anche perchè se decidono di dividersi l'arancia, sono perfettamente complementari: uno gran trattatore della palla, capace di creare dal palleggio e l'altro tiratore fenomenale. Insieme possono e devono garantire una 40ina di punti a partita. L'inizio è incoraggiante.
2. Oscar Torres continua ad essere utilizzato da 4 tattico, questo perchè Forte da playmaker lo vedremo poco. Ma Oscarito sa farsi valere sotto (11 rimbalzi oggi) e per gli avversari è difficile accoppiarsi con lui in difesa.
3. I riccioli di Pepito Romero sono le fondamenta su cui si regge la squadra. La Snaidero non può fare a meno della sua energia. E se poi infila pure una decina di punti...
4. Sandis Buskevics è il play titolare. Con Forte e Anderson a far punti, gli basterà contenere gli avversari in difesa, far girare l'attacco e mettere l'occasionale tripla sugli scarichi dei compagni. Può e deve farlo.
5. Nel giorno in cui rientra Romero, Di Giuliomaria esce dalle rotazioni. Non sappiamo se il Capitano abbia avuto qualche problema fisico o se si sia trattato di scelta tecnica. Sicuramente la soluzione di Slay per Williams ha inciso anche sulle scelte di Meo. Però un "n.e". è significativo.
6. La partita di oggi ci dice che Lollo D'Ercole e soprattutto Ringhio Musso fanno ancora parte di questa squadra e possono giocare un ruolo decisivo. Oggi meglio Musso (un recupero importante e anche alcuni punti nel break decisivo) di D'Ercole.
7. L'addio a Jermaine Jackson appare scontato. Dispiace per l'uomo e per il professionista, ma evidentemente JJ era l'uomo giusto nel posto sbagliato. O viceversa. In bocca al lupo a lui per il futuro.
8. La partita di domenica prossima è decisiva: vincerla significherebbe allungare la striscia di vittorie, riprendere e superare Biella, creare abitudine al successo, ma soprattutto significherebbe allontanarsi dalla zona caldissima e cominciare a rialzare il capo per guardare anche avanti.

L'ambiente aveva bisogno di un po' di entusiasmo e, con l'Udinese in picchiata, chissà che qualcun'altro non scopra il fascino della palla a spicchi.

postato da: FingerRoll alle ore 23:22 | link | commenti (4)
categorie: futuro, campionato

Air Avellino - Snaidero Udine 85-89

Gli additivi aggiunti al motore arancione sembrano funzionare e Udine dà seguito alla vittoria interna con Ferrara, andando ad espugnare il difficile campo di Avellino e staccando il primo biglietto fuori casa. Gran protagonisti dell'incontro i soliti Anderson (24 punti, quasi tutti nella ripresa) e Torres (10 punti, ma anche 11 rimbalzi), ma anche e soprattutto Joseph Forte (19 punti, 6 falli subiti, 3 assist) e il rientrante Romero (13 punti, con 6 liberi consecutivi messi a segno nel finale). Udine ha subìto nel primo tempo la sfuriata di Tamar Slay (finalmente a referto in campionato) e ha faticato molto a trovare il canestro. Nella ripresa si sono sbloccati Anderson e Forte e nel terzo quarto la Snaidero ha piazzato un parziale devastante. A pochi minuti dalla fine del match, Udine sembrava in controllo, ma il cuore di Warren ha riportato sotto Avellino. Bravi gli arancione nel finale a mettere in ghiaccio il match dalla lunetta. Vittoria fondamentale in chiave salvezza, viste le sconfitte di Rieti e Ferrara. In questo momento Udine sarebbe salva. Da domani si comincerà a pensare al match interno contro Biella, distante 2 punti.

Cronaca
Rispettate le previsioni del pre-partita. Udine manda in tribuna Jackson, mentre Markovski decide di rinunciare ai chili di Eric Williams, in favore della classe di Tamar Slay. Primo quarto con Avellino stabilmente avanti, anche se di poco. Anderson commette due falli nei primi minuti e costringe Sacchetti a metterlo in panchina. Il lettone Buskevics si sciroppa i primi 10 minuti, così come Forte e Torres. Al primo stop il punteggio è 16-13.
Nel secondo quarto rivede il campo D'Ercole e Meo decide di utilizzare le due torri Ortner e Romero. Cinque punti consecutivi di Tamar Slay scavano il primo solco: 23-16 Avellino. Udine fatica a fare canestro (1/5 di Torres e 1/4 di Anderson al momento). Dopo un time-out si risvegliano Rashad e Oscarito permettendo a Udine di riavvicinarsi. Ancora Slay con 8 punti a fila (2 triple e un jumper) manda avanti di 13 gli irpini (15 punti in 13 minuti per l'ex-Capo d'Orlando). In pochi secondi Buskevics sporca il foglio statistiche con una persa, un tiro da tre sbagliato, un rimbalzo d'attacco e un assist per la schiacciata di Oscar Torres. Udine, però, è ancora a -11. Al riposo lungo si va sul 38-27 e il marchio di Slay sull'incontro.
Uno-due di Forte e Anderson per aprire il terzo quarto. La Snaidero prova a rientrare nel match. Ci riesce grazie ancora a Forte a ai primi tre punti di Buskevics. Il parziale è di 9-0; Markovski ci vuole parlare su. Subito Warren mette Avellino nuovamente sul tabellone con un canestro da sotto, al quale risponde Forte con 5 punti portando Udine avanti di 1: 41-40. La partita prosegue in equilibrio, fino a quando non si riaccendono Torres e Forte con due triple che fanno segnare il +4: 53-49, che diventa +6 con due liberi della Sentenza Anderson. Diener accorcia con il suo primo canestro dal campo, bissato subito da Warren. Il quarto termina così com'era iniziato, con Forte a canestro: 57-54 Udine e parziale di 30-16.
Inizia bene anche l'ultima frazione per i friulani, con Joe Forte a creare per la schiacciata di Romero, ma Avellino non ci sta e trova la tripla di Porta e un 1/2 ai liberi di Warren. Anderson va a segno e ruba un pallone ma Romero non capitalizza facendosi stoppare. The Dagger c'è e mette la tripla del +6. Dopo un time-out di Markovski, Romero assesta una stoppata a Diener e Buskevics va a segno per il +8 che diventa +10 con i due liberi che Musso segna dopo aver scippato Best. Rashad è in the zone e piazza la tripla del +13 al 35° minuto. Slay accorcia poi Musso e Warren si scambiano due triple, Udine è sempre avanti in doppia cifra. Diener prova ad accorciare ancora con una tripla: -8 Avellino, ma Forte è bravo a pescare Romero per il nuovo +10. Best va a guadagnarsi punti dalla lunetta, ma è bravo Forte a rispondergli immediatamente. Udine prova a combinare il pasticcio a 2'30" concedendo una tripla (-7) a Slay e buttando un pallone. Sacchetti chiama time-out. Alla ripresa delle operazioni Slay va in lunetta è fa segnare il -5 (80-75), che diventa -3 dopo la persa di Anderson e il canestro di Best. Tusek segna il -1, ma Anderson è bravo a segnare due liberi, mentre Buskevics fa 1/2 dopo aver rapinato Best. +6 con 2 liberi di Romero, ma Warren non ci sta e dimezza lo svantaggio. Ancora Romero in lunetta: 2/2, ma segna ancora Warren da 3 per il -2. Ancora Romero in lunetta: 2/2 e partita conclusa.

postato da: FingerRoll alle ore 20:06 | link | commenti (3)
categorie: campionato
venerdì, 19 dicembre 2008

Pretattica

Lo scontro di domenica in terra irpina metterà di fronte le sole due squadre in grado di poter fare della sana pretattica. Entrambe, infatti, hanno a roster 5 extracomunitari e, come ben sapete, solo 4 possono scendere in campo.
Udine è partita alla volta di Avellino con i cinque mori, perchè Rashad Anderson, alle prese con un piccolo problema ad una gamba, non si è allenato ieri ed oggi. Da un paio di giorni Pepito Romero è tornato a lottare per la causa arancione al 100%, dopo l'infortunio al dito che lo ha anche costretto sotti i ferri tre settimane fa.
Avellino, invece, dall'inizio della stagione ha optato per la soluzione 4 su 5, anche in considerazione del doppio impegno Campionato-Eurolega. La sconfitta a Malaga di ieri sera ha decretato l'addio alla massima competizione continentale, salutata, per altro, a testa altissima.
Fino ad oggi, coach Zare Markovski ha affidato al filiforme Tamar Slay il ruolo di straniero di Coppa, mentre ad andare sempre sul parquet sono stati Travis Best, Chris Warren, Drake Diener e Eric Williams. Da domenica, però, le cose potrebbero cambiare. Per affrontare una Snaidero strutturalmente molto perimetrale, Zare potrebbe inserire nelle rotazioni Slay al posto di Eric Williams. Apparentemente si tratta di una follia, perchè avendo a disposizioni i chili e i centimetri di Williams è insensato pensare di non utilizzarli, soprattutto contro una squadra particolarmente leggera sotto. Ma ultimamente Mr Williams appare in forma precaria e fuori dai giochi della squadra. Da qui l'idea di dargli un turno di riposo e far giocare uno Slay in forma. La scelta sarebbe poi facilitata anche dalla crescita di Andrea Crosariol (nella foto), lungo in grado di surrogare il centro americano. La decisione, con ogni probabilità, verrà presa solo domenica, creando qualche difficoltà in più a coach Meo nella preparazione della partita.
Pochi dubbi, invece, su Udine, la quale, dovesse avere Anderson a disposizione, lascerebbe con ogni probabilità in tribuna Jermaine Jackson. Sempre ammesso che Meo consideri Romero in grado di contribuire almeno al 60/70% del suo potenziale.

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categorie: campionato, prossimi avversari
giovedì, 18 dicembre 2008

Per iniziare a migliorare il prodotto

L'iniziativa promossa dalla Premiata Montegranaro ci sembra un bel modo per migliorare l'offerta all'interno dei palasport italiani. Certo, le strutture sono quelle che sono, ma la qualità delle proposte può rendere godibili anche spazi che, se nudi, risultano davvero tristi. Ovviamente aiuta scoprire che la moglie del tuo playmaker titolare (Kiwane Garris) è una cantante di chiara fama. Qui per l'iniziativa e di seguito un video di Syleena Johnson.

postato da: FingerRoll alle ore 16:06 | link | commenti (3)
categorie: futuro
mercoledì, 17 dicembre 2008

Addio?

Big Mario Ghiacci e Coach Meo dovranno decidere in queste ore il destino di uno dei 5 extracomunitari a roster, oppure dovranno mandarne di settimana in settimana (come sta facendo Avellino che, però, ha anche l'impegno di Eurolega) uno in tribuna. Le esperienze passate (O'Bannon/Penberthy e Penberthy/Hill) sconsigliano, però, un impiego a rotazione. Certo gli allenamenti sono più qualificati, ma il rischio di frizioni in spogliatoio è naturalmente più elevato.
E allora vediamo il borsino dei 5.
Un bel "più" va a Rashad Anderson e Joe Forte, mentre ai due venezuelani diamo un "uguale", soprattutto per le continue magagne fisiche, perchè è evidente che Pepito là sotto serve come il pane e Oscarito è il leader silenzioso della squadra oltre ad essere un discreto jolly sul parquet, sapendo cavarsela sia da 3 che da 4 tattico. L'unico "meno" va affibiato a Jermaine Jackson. Non a caso, infatti, GM e Coach sono andati a cercare dei correttivi in un reparto piccoli già affollato (JJ, D'Ercole, Anderson, Musso, Antonutti, Torres) ma ritenuto evidentemente poco convincente.
Il rientro di Romero, però, a nostro avviso potrebbe anche portare al sacrificio di Oscar Torres. La squadra sembrerebbe, infatti, più equilibrata con le opzioni Buskevics/Jackson in play, Forte/Jackson/Anderson nella posizione di guardia, Anderson/Antonutti da 3, Ortner/Romero/Antonutti da 4 e DiGiulio/Ortner/Romero da 5. Rinunciare a JJ significherebbe lasciare i compiti di regia nelle mani di Sandis Buskevics - il lettone, pur disputando un'ottima partita all'esordio (ma ricordatevi della "prima" di D'Ercole contro la Fortitudo!), è apparso ancora molto indietro nella preparazione atletica - e D'Ercole, affollando, di fatto, le posizioni di 2/3/4. Questa è una nostra valutazione, ma crediamo che a fare le valigie sarà comunque il play di Detroit. JJ da Udine se ne andrebbe, comunque, da leader negli assist dell'intera Lega.
Sicuramente a noi giornalisti mancheranno le chiacchierate a fine partita, ricche di dettagli tecnici e umani. Insomma, a vederlo partire ci piange un po' il cuore...

postato da: FingerRoll alle ore 12:58 | link | commenti (7)
categorie: futuro, mercato arancione