Con la terza sconfitta in quattro partite la nazionale italiana dà, di fatto, l'addio alla qualificazione diretta ai prossimi europei. Ci sarà il modo comunque di arrivare alla competizione europea, ma dalla porta di servizio, risultato (sempre che arrivi) un po' squallido per un team che fino ad una settimana fa portava ancora la medaglia d'argento olimpica al collo. Ok, in questa serie di partite non c'erano i tre NBA e mezzo (Bargnani, Belinelli, Gallinari e Hackett), ma perdere in Ungheria e Bulgaria (ancorchè addizionata di Ibby Jaaber) e pure con la giovane Serbia in casa, riuscendo solo ad avere la meglio sulla Finlandia, la dice lunga sulla condizione della nostra nazionale. Tempo, forse, di cambiare direzione e direttore, ringraziando Recalcati per i fantastici risultati raggiunti fino a 4 anni fa.
Tornati tardi dalle vacanze abbiamo rinunciato alla pausa tarvisiana per osservare i primi vagiti della neonata squadra arancione. Poco male, perchè la sempre puntuale Silvia del Gruppo Piubello (organizzatore dell'evento) ci inivia un comunicato sulla partita che vi riportiamo, assieme al tabellino della Snaidero. L’organizzatore Massimo Piubello ha anche quest’anno tenuto a battesimo stagionale, nel Tarvisiobasket V Memorial Cavalier Carlo Melzi, i rinnovati arancioni di coach Attilio Caja che si sono confrontati con lo Slovan Lubiana, squadra slovena coriacea seppur zeppa di giovanissimi talenti indigeni. Gara maschia, a volte anche troppo, davanti ad un pubblico molto numeroso (circa 600 i presenti) tanto da esaurire il Palasport della cittadina montana. Primi tre quarti della gara nei quali la Snaidero ha tenuto a distanza i bianchi di coach Alilovic con una media di 10 punti di vantaggio grazie al gran lavoro, anche straordinario vista l’assenza di capitan Di Giuliomaria impegnato con la Nazionale, dell’austriaco Ortner, dell’attenta regia del play usa Jackson, che comunque sta ancora evidentemente studiando i compagni a costo di mettere in secondo piano le proprie conclusioni personali, e il grintoso Torres. A parte l’infortunio, distorsione ad una caviglia, del play D’Ercole un positivo test non solo per gli arancione ma per tutte e due le squadre in vista della nuova stagione della prima serie nazionale. Il match si è deciso nel quarto quarto dopo che lo stesso è stato combattuto ed all’insegna dell’equilibrio con la meritata vittoria finale del team udinese. Miglior realizzatore della gara è stato Oscar Torres, la palma invece di miglior giocatore è andata a Benjamin Ortner. Questo il tabellino arancione: Contento 0, Jackson 4, Musso 0, D'Ercole 3, Ortner 15, Antonutti 9, Romero 13, Torres 21, Anderson 20, Gomez 2.
Fatte le debite proporzioni, Treviso quest'estate si è trovata nella stessa situazione di Udine, ovvero Enzo Lefebre, il nuovo GM, ha dovuto operare sul mercato con un budget quasi dimezzato rispetto al suo predecessore (Atripaldi). Lefebre si è mosso con estrema intelligenza, andando a firmare due dei giocatori rivelazione dell'anno scorso in LegaA: Dashaun Wood (che, accordatosi con Treviso, ha anche evitato di giocare la Summer League: ottimo segnale!) e C.J. Wallace, il miglior rimbalzista dell'ultima stagione. Due giocatori giovani che hanno il vantaggio di conoscere bene il campionato italiano. A loro sono stati affiancati una guardia che non ha mostrato tutto il suo potenziale a Barcellona come Gary Neal (va ricordato che precedentemente in Turchia viaggiava a oltre 20 punti di media a partita) e un centro esperto come il croato Sandro Nicevic, anche lui proveniente dal campionato turco. In tutta onestà Nicevic, nei pochi minuti in cui l'abbiamo visto all'opera all'Olimpiade (a destra mentre viene terminato dall'australiano Bog
ut), non ci ha fatto una grande impressione, ma in nazionale come a Treviso, gli viene chiesto di dare solidità sotto canestro, senza tanti fronzoli. L'anima della squadra sarà sempre Matteo Soragna, l'ala piccola titolare. Il quintetto (Wood-Neal-Soragna-Wallace-Nicevic) è davvero interessante. La panchina è particolarmente giovane e italiana grazie all'all-around Maresca, al centro Renzi e al neoarrivo Roberto Rullo (ai quali si aggiungono Sandri e Cazzolato). Il contributo maggiore verrà richiesto, però, al fratello di Erazem Lorbek, Domen, guardia slovena reduce da una buona stagione spagnola e dall'ala slovacca Radoslav Rancik, giocatore esplosivo in grado di segnare da qualsiasi posizione. Ultimo acquisto, visto l'infortunio che terrà fuori per un po' Maresca, è il play serbo-australiano Markovic, in arrivo dalla Stella Rossa. Per la Benetton sarà un anno di transizione, ma Mahmouti dovrà centrare i playoff e la qualificazione ad una Coppa europea, possibilmente la più prestigiosa. Sulla carta i trevigiani partono in 2a/3a fila, insieme ad Avellino e dietro a Siena, Roma, Virtus Bologna e Milano.
E' andata come doveva andare. Ma che partita!!! Tanti, tantissimi complimenti agli Stati Uniti, ma ancora di più ad una Spagna mai doma che a 2 minuti dalla fine è riuscita ad arrivare a 4 punti da Lebron&Co. Wade davvero super, Bryant decisivo nel finale con un 3+1 e un paio di canestri galleggianti, James un po' in ombra per gli USA, per la Spagna gran partita di Rudy Fernandez (l'anno prossimo a Portland), Juan Carlos Navarro, Ricky Rubio e Pau Gasol. Davvero brutto l'arbitraggio, che ha concesso troppo agli americani (non si contano le infrazioni di passi non fischiate), punendo oltre i propri demeriti la difesa della squadra iberica (segnalati alcuni falli davvero dubbi). Nonostante ciò, una delle più belle partite degli ultimi anni.
Montegranaro è la squadra dell'estate. Dimenticatevi Boykins, dimenticatevi Jennings, Woods e pure Dickau, la storia dell'anno è, senza dubbio, quella di Shawn Kemp (foto a sinistra). The Reignman giocherà nel nostro campionato a partire da ottobre. Parliamo di un giocatore che è entrato nella piccola grande storia dell'NBA ed è stato ad un passo dal paradiso, fermato solo dai Tori di Monsieur Jordan. D'accordo, ha 39 anni, non gioca da 5, ha avuto problemi di alcol, droga e anche di peso, ma, appunto, ha avuto. Se, come sembra, se li è messi dietro le spalle, allora, anche a 39 anni può essere decisivo. Sarà il centro titolare della Sutor e con Kiwane Garris formerà una colonna vertebrale esperta e di affidamento. O almeno così si augurano il GM Carmenati e il confermatissimo coach Finelli. Se lo augurano perchè attorno al
La Scandone Avellino ha chiuso proprio oggi il suo mercato con l'acquisto di Antonio Porta. Il play italo-argentino dovrà coprire le spalle all'ex-NBA Dan Dickau (foto a sinistra), la ciliegina sulla torta estiva confezionata dal GM Nevola per il vulcanico proprietario Ercolino e, soprattutto, per il nuovo (anche se ad Avellino c'era già stato) coach Zare Markovski. Dando un'occhiata al roster, gli irpini sono riusciti nel non facile compito di rimpiazzare le dolorose perdite di Marques Green, Devin Smith e Alex Righetti. Sulla carta Avellino quest'anno è una squadra nettamente più competitiva rispetto al team schierato nel 2007/2008 da Matteo Boniciolli. Farà meglio? Difficile dirlo, ma meglio di così, sul mercato, non si poteva proprio fare. Al fianco di Dickau, 8 anni di vera NBA (anche se da comprimario) dietro le spalle, partirà uno dei migliori realizzatori della regular season di Euroleaga: Chris Warren, proveniente dal Cibona di Zagabria. Vicino a lui ci sarà quella che, a nostro avviso, è stata la migliore ala piccola dell'ultimo campionato (considerando Gallinari fuori concorso), quel Tamar Slay che ha preferito cimentarsi nell'Eurolega piuttosto che continuare l'esperienza a Capo d'Orlando.
Certezze, invece, nello starting five sotto canestro con Nikola Radulovic e il dinosauro (Caja dixit) Eric Williams (foto a destra). Di assoluta qualità anche la panchina. Oltre a Porta, sono arrivati Cinciarini da Biella, Crosariol da Treviso, via Bologna e Roma, e Big Marko Tusek, reduce da una stagione all'Unics Kazan, dopo tanti anni in Italia. La guardia italo-slovacco-statunitense (!) Pete Lisicky e il giovane Paolisso completano il roster. Che dire? Siena a parte, sulla carta ci sembra la squadra strutturalmente più adatta ad affrontare il doppio impegno Campionato-Eurolega, potendo schierare due centri di ruolo, giocatori di esperienza (Tusek, Radulovic) e tanto talento (Dickau, Warren e Slay). Il successo per Avellino arriverà quando riuscirà a trovare il punto di contatto tra un roster dalla costruzione molto tradizionale e un coach dalle idee molto innovative come Markovski, il quale, solo due stagioni fa, disse che il futuro del basket passava da quintetti con 5 giocatori universali. Udine avrà il vantaggio di incontrare questa squadra alla prima di campionato quando, verosimilmente, non avrà ancora raggiunto il punto di contatto di cui sopra.
Oggi la squadra ha cominciato ad allenarsi a Tarvisio. Domani i due venezuelani si aggregheranno al gruppo, mentre il giorno successivo in Valcanale arriverà anche Jermaine (o Germaine) Jackson. Queste sono gli appuntamenti che serviranno al team di coach Artiglio per trovare la forma migliore, in attesa della prima di campionato contro Avellino al Carnera. S'inizia venerdì 29 agosto, a Tarvisio, nel consueto Memorial Melzi contro lo Slovan Lubiana, alle 19.30. Qui tutti i dettagli. La Snaidero si trasferirà poi ad Udine e il 3 settembre sarà impegnata al Carnera contro il Koper Capodistria. Sabato 6 e domenica 7 settembre ci sarà il classico appuntamento di San Vito al Tagliamento in un quadrangolare con Treviso, Rieti e Pesaro. Il 10 settembre saranno Pillastrini e Galanda a testare Udine, in quel di Varese. Dalla Lombardia al Veneto per il torneo di Caorle, con Milano, Treviso e Aris Salonicco il 12 e 13 settembre. Mercoledì 17 settembre, alle 18.30 al Carnera, arriverà Charles Smith con la sua Efes Pilsen. Il giorno dopo, stessa ora, la Snaidero incontrerà il Domzale. Sabato 20 e domenica 21 al Carnera sarà di scena il Memorial Rino Snaidero. Con Udine sul parquet anche Telekom Ankara, Treviso e Zadar. Il 24 settembre a Udine rivincita con lo Slovan. Ultimo rodaggio il 27 e 28 settembre nelle Marche nel quadrangolare con Montegranaro, Brindisi e Sassari.
Mettiamo le mani avanti: chi ci legge da un po' sa che abbiamo un debole per GianMaria Vacirca. Il GM orlandino potrebbe aver messo insieme un roster che non farà rimpiangere la squadra dei miracoli guidata dal Pozz lo scorso anno. Innanzitutto, sulla carta, la società siciliana ha firmato una delle accoppiate play-guardia più decisive del campionato. Tyus Edney e Drake Diener, insieme, possono davvero fare faville. Molti considerano bollito Edney - ricordando anche le pessime stagioni romane e bolognesi costellate da malanni fisici - ma il play ex-UCLA nell'ultima stagione in Ucraina ha giocato senza problemi e, anche a 35 anni, resta un giocatore sostanzialmente imprendibile. Diener è il miglior tiratore puro del campionato. Punto e basta. Non male. Fosse rimasto anche Tamar Slay...Ma Slay ha preferito l'Eurolega ad Avellino e allora, al solito, Vacirca è andato
a pescare nel sommerso, prendendo due ali bianche come Nik Caner-Medley (nella foto a destra, proveniente dalla lega spagnola) e Greg Brunner (protagonista della stagione europea di Ostenda). Sotto canestro, a far compagnia a nonno Wojcik, è arrivato anche il mezzo-lungo Philip Martin, che coach e GM conoscevano per averlo allenato a Castelletto Ticino. Sempre nel reparto lunghi Meo Sacchetti potrà usufruire dell'esperienza di Simone Flamini, nelle ultime stagioni a Napoli. A completare la panchina, oltre alla chioccia Orso Orsini e al microonde albanese Ndoja, ci sarà anche il giovane Gabriele Ganeto, anche lui in arrivo da Castelletto. L'ultimo acquisto in ordine di tempo potrebbe rivelarsi uno dei più interessanti, Samuel Haanpaa. Il finnico è stato "strappato" all'università di Valparaiso, dove nell'ultima stagione ha messo assieme ottime statistiche ma il cui potenziale ad un livello superiore è ancora tutto da scoprire. A guardarla così, Capo d'Orlando sembra una squadra run and shoot, pronta a correre in qualsiasi occasione (anche da canestro subito) e a sparare da fuori. Ripetere l'annata 2007/2008 sarà difficile, anche perchè l'impegno di coppa si farà sentire (viaggiare da Capo d'Orlando non è come farlo da Roma o Milano), ma se Edney e Diener daranno quello che a Capo d'Orlando si aspettano, allora un altro miracolo non è impossibile.
L'Olimpia aveva festeggiato il passaggio di proprietà Corbelli-Armani con una serie di colpi che l'avevano incoronata regina del mercato ad inizio luglio. Facciamo riferimento alle acquisizioni di Luca Vitali e Jobey Thomas da Montegranaro, di Marco Mordente (per lui è un ritorno, essendo cresciuto nel vivaio Olimpia) da Treviso e di Mason Rocca da Napoli. La ciliegina sulla torta era stata la firma di Jumaine Jones, forse il miglior giocatore pound per pound dell'ultimo campionato o quantomeno il migliore acquisto in corsa della stagione 2007/2008. Poi Jones ha pensato bene di firmare anche per una squadra russa e Milano, suo malgrado, ha dovuto abbozzare. L'ex-76ers avrebbe dato un'altra fisionomia alla squadra dell'uomo in nero della moda italiana e le avrebbe garantito un congruo bottino di punti e rimbalzi. Insomma, averlo perso è un vero peccato. Ma il GM Lucio Zanca (anche lui giunto da Montegranaro) non si è scoraggiato e ha riportato in Italia l'ala-centro Pape Sow, una delle rivelazioni del 2007, emigrato a metà stagione verso i dollari polacchi. Un po' in sordina è passata la firma di Yohann Sangarè, guardia francese che riteniamo possa far parlare bene di sé. Sempre in tema di acquisti non particolarmente pubblicizzati va segnalato quello di Mike Hall, filiforme ala proveniente dalle minors americane che, sullo scacchiere tattico di coach Piero Bucchi, dovrebbe prendere il posto del transfuga Jones. L'ultimo
arrivo, in ordine di tempo, è quello di David Hawkins, il Falco reduce da 4 stagioni romane. Ad allungare le rotazioni ci sarà anche Ariel Filloy, playmaker l'anno scorso a Rimini. Del roster messo in campo da Artiglio nella scorsa stagione gli unici a rimanere sono Air Lithuania Katelynas e il Bullo da Cecina (di ritorno a Milano dopo mezza stagione in prestito a Bologna). Zanca ha allestito un roster molto profondo e di qualità. Desta qualche dubbio lo spot di playmaker con Massimo Bulleri, che a 30 anni suonati difficilmente diventerà il play che fa girare la squadra, e Vitali, giovane talentuoso, ma anch'egli più portato alla realizzazione che alla costruzione di gioco. Certo, anche Mordente e Sangarè possono trattare il pallone, ma forse ad una squadra che vuole lottare per i primi posti in Italia e non fare brutta figura in Europa in quel ruolo serviva un giocatore più solido e di maggiore personalità. Stesso dubbio che nutriamo per Jobey Thomas: gran tiratore (di striscia, in verità), atleta sottovalutato, ma tutto da verificare ai massimi livelli. Ottimamente assortito, invece, il reparto ali e lunghi, con atletismo (Sow su tutti), energia (Rocca e Katelynas), esperienza (Hawkins). Dati gli investimenti l'obiettivo di Milano non può che essere il miglioramento del campionato scorso (che, tradotto, vuol dire finale scudetto) e il passaggio del primo turno di Eurolega. Più probabile che raggiunga il secondo.
Il ritorno di Caserta nel massimo campionato non può che far gioire gli appassionati di questo sport. I ricordi della squadra dei miracoli con i gemelli Gentile-Esposito (stendiamo il più classico dei veli sul remake in terra friulana) sono ancora vivi e dimostrano che in questo sport tutti hanno una possibilità se programmano con oculatezza. Caserta, guidata da un altro ex-udinese (Fabrizio Frates), ha cambiato più di qualcosa rispetto al roster che l'ha portata in LegaA. Difficile coprire il vuoto lasciato dalla partenza di Randy Childress. A vestire le scarpe del Professore ci proveranno due giocatori: Fabio Di Bella e Jamar Butler (nella foto a sinistra). Il primo non ha bisogno di presentazioni, mentre il secondo è un giovane talento appena uscito da Ohio State. Sempre dai college americani arriva uno dei giocatori su cui Frates punterà di più: Shan Sugar Foster, guardia di 1.95, grande atleta, ottimo tiratore e aut
ore nell'ultima stagione a Vanderbilt (il college che fu del nostro Dan Langhi) di 20 punti e 5 rimbalzi a partita, che gli sono valsi la 51 chiamata al draft 2008. Il GM Betti ha puntato quindi sulla gioventù per coprire le partenze dei "vecchi" Childress e Ray Tutt. Un rischio sensato, soprattutto perchè a coprire le spalle a questi giovani ci saranno alcuni giocatori che ben conoscono il campionato italiano come Jay Larranaga e lo stesso Di Bella. Ottima, rimanendo nel reparto dietro, la conferma di Guillermo Diaz, il portoricano arrivato lo scorso marzo ed esploso nei playoff con 16 punti a partita e grandi percentuali da 2 (58) e 3 punti (50). Esperto e molto italiano sarà il parco lunghi. Ai confermatissimi David Brkic (in continua ascesa il cesenate!) e Alessandro Frosini (nella foto a destra), sono stati affiancati Andrea Michelori, chiamato a ripetere i fasti delle stagioni canturine dopo i problemi (fisici ma non solo) vissuti alla Virtus Bologna, e Ronald Slay, scaricato da Pesaro perchè considerato una testa calda. Slay a Caserta potrebbe ritornare ad essere il devastante giocatore visto a Montegranaro. Immaginiamo gli ci vorrà poco per diventare l'idolo del PalaMaggiò. Completano la panchina gli italiani Santoro e Porfido. Obiettivo di Caserta non potrà che essere, almeno all'inizio, il mantenimento della categoria. Certo se Betti e Frates dovessero vincere le scommesse Butler e Foster e se Slay riuscisse a ripetersi sui livelli di Montegranaro, allora la Juve potrebbe diventare una delle sorprese del campionato.