Roberto Zanitti ha scritto tutto quello che si poteva scrivere della stagione snaiderina. Nel suo articolo di oggi sul Gazzettino, che non troverete nel sito della Lega Basket (non sappiamo perchè da qualche tempo gli articoli del Gazzettino non compaiano più nella rassegna stampa di legabasket.it...), il bravo cronista udinese non solo mostra le nuda pudenda del re, ma le fustiga da par suo. In alcuni passaggi il pezzo ci sembra un po' ingeneroso e forse stimolato dall'accredine del Nostro nei confronti della società per la faccenda del silenzio stampa ad personam, vero o presunto che sia. Ci piace molto, però, l'attacco del suo articolo, il portare ad esempio positivo il comportamento del GM di Treviso, Marco Atripaldi, che ha signorilmente rimesso il suo mandato nelle mani della società all'indomani di un campionato vissuto in imbarazzante penombra. Ci permettiamo di dire che, dovesse andarsene da Treviso, Atripaldi sarebbe uomo da inchiostrare immediatamente. Mario Ghiacci e Cesare Pancotto, invece, mai hanno recitato il mea culpa per le due annate negative, quasi che la costruzione e la gestione della squadra non fosse cosa loro. A tifosi ed addetti ai lavori sarebbe piaciuto (e piacerebbe ancora) un semplice "signori, abbiamo sbagliato". Più dignitoso rispetto alle molte parole spesso prive di vero significato che abbiamo ascoltato soprattutto nell'ultimo periodo. Ma, ripeto, è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare (banalotta, eh?) e quindi proviamo brevemente ad analizzare le 3 stagioni arancioni firmate dalla coppia ex-triestina.
però, dovrà ruotare attorno al talento di Damon Williams, funambolico tuttofare reduce da due ottime stagioni, prima ad Avellino e poi a Biella. Completano il roster la giovane guardia Larry O'Bannon e il suo back-up Patrick Mutombo. La squadra non gira: Wisniewski dimostra di non essere un vero playmaker, Damon Williams è il più classico dei buchi neri (una volta giunta a lui la palla scompare), mentre O'Bannon è davvero troppo imberbe per il campionato italiano. Il doppio impegno Uleb Cup - Campionato, poi, non permette a Pancotto di lavorare sulla chimica di squadra. Arriveranno Jerome Allen (per Wiz) e Mike Penberthy (per O'Bannon) e salveranno il salvabile. Nel complesso l'annata non è da buttare: in Uleb Udine arriva ad un tiro da tre scriteriato di Allen dall'eliminare il Lietuvos Rytas, che giungerà poi alla finale della competizione europea, e in campionato la Snaidero fa vedere degli sprazzi di ottima pallacanestro (al Carnera cadono molte teste coronate), salvo perdersi in maniera imbarazzante nelle partite in trasferta. Con 30 punti Udine chiude al 12° posto. Come detto, l'annata è deludente ma non fallimentare.
potrà essere più. Continuando così, se tanto mi dà tanto, l'anno prossimo Udine è destinata alla retrocessione. Non sarà così, anche dovessero rimanere in sella i due timonieri, ma sicuramente c'è bisogno di un rinnovamento. Per il bene dell'intero progetto ci vuole linfa nuova, nuovo entusiasmo e, forse, un nuovo modo di lavorare. Per questo ci piacerebbe vedere una squadra costruita da un GM che abbia ancora voglia di sondare i mercati, di trovare i diamanti grezzi (pensiamo ad Atripaldi, a Vacirca, al "vecchio" Arrigoni, ma anche a Baiesi) e di rischiare. Pancotto è un ottimo coach e, qualora Udine dovesse rifondare totalmente la squadra (dell'annata appena conclusa dovrebbero restare solo DiGiulio e Antonutti, i suoi due luogotenenti), potrebbe restare in sella. Crediamo, però, che il rapporto con la proprietà si sia logorato e anche il coach dovrà rispondere di due campagne acquisti e, conseguentemente, due stagioni sotto il par. Dovesse partire lui, tante sono le opzioni da vagliare: dalle autarchiche (Franco Ciani e Alberto Martellossi), alle pseudo-nobili (Andrea Mazzon), passando per l'ennesimo ritorno (quel Big Pilla lasciato partire a cuore troppo leggero qualche anno fa) fino a quella più suggestiva (Jerome Allen). Frattanto, a Mario Ghiacci e Cesare Pancotto (e anche a noi) non resta che attendere la fumata (bianca o nera) dalle arancioni ciminiere majanesi.
Non c'è ancora l'ufficialità, né ci sarà fino al termine della stagione, ma Cesare Pancotto non dovrebbe più essere l'allenatore della Snaidero nella annata sportiva 2008/2009. Lo avevamo scritto domenica, tutti gli indizi portavano verso una risoluzione del rapporto tra la società di President Edi e il tecnico marchigiano, ora anche alcune voci attendibili confermerebbero l'addio. Attendiamo comunque la fine della stagione (domenica) e la comunicazione ufficiale della società prima di tracciare un bilancio del triennio a guida marchigiana e per sondare le ipotesi sull'autista del bus arancione nell'anno che, così si spera a Udine, dovrebbe segnare l'ennesimo rilancio. A margine di questa notizia, segnaliamo l'interessante intervista che Cesare Pancotto ha concesso a Valerio Morelli e che il Messaggero Veneto pubblica oggi.
Di una stagione piuttosto disgraziata alla Snaidero riesce almeno il lieto fine. Udine domina una sorta di non-partita (110-80 la valutazione finale) contro una Eldo Napoli i cui giocatori, non pagati, non si stanno allenando da qualche settimana. Nel finale Pancotto può addirittura svuotare la panchina e concedere la standing ovation a DiGiulio, Green (MVP dell'incontro), Schultze e, soprattutto, ad Allen. Interessanti, più dell'incontro in sé, alcune dichiarazioni post partita e uno striscione del Gruppo Deciso: Edi e Mario: restare insieme per una grande Udine / lo meritate voi, lo meritiamo noi. Il tifo, quello organizzato almeno, si smarca da coach Pancotto il quale, a sua volta, fa un inedito blitz in sala stampa (senza rispettare le consuetudini: prima il coach avversario, poi quello snaiderino) e lascia il palazzo. Il suo intervento spazia su tutta la stagione. Questa squadra ha sicuramente avuto dei limiti, ma non ha fatto mai venir meno l'impegno. Purtroppo, però, in molte situazioni ci è mancato l'uomo giusto al momento giusto. Dividendo la stagione in 3 parti, nella prima abbiamo forse vinto troppo e cominciato a pensare in grande, poi sono arrivati degli infortuni e dei problemi che ci hanno condizionato e ci hanno portati ad una serie di sconfitte che ci hanno tolto sicurezza e tranquillità. Nel finale, sicuri della salvezza, e senza un vero obiettivo ci sono mancate forse un po' le motivazioni. Siamo orgogliosi di aver messo sempre a referto 2 italiani, di aver lavorato bene su Antonutti che è sulla giusta strada per diventare un giocatore vero e di aver rimesso Zacchetti in carreggiata. In questa stagione si sono poste le basi per le persone che resteranno l'anno prossimo. Quest'ultima frase e il fatto che President Edi non si sia voluto sbottonare sul futuro, fanno pensare ad un addio di Pancotto a fine anno. Tutto sarà più chiaro tra una decina di giorni.
tti). Il ritmo della partita è basso e gli attacchi non ci prendono. Dopo 5 minuti il punteggio è di 9-9. Entrano Hill e Green e l'incontro cambia. Green fa capire subito di essere in serata e Udine vola a +8 per il 20-10 di fine quarto. Nel secondo Udine costruisce con Allen che distribuisce palloni a Zacchetti e DiGiuliomaria. Pooh si mette anche in proprio con un bel coast-to-coast. Napoli è tutta nei polpastrelli di Thomas e Blums e nelle gambe di Monroe, ma la Snaidero mantiene sempre un cuscino di 10 punti. Al riposo si va sul 45-32.
Partita apparentemente da 1 fisso stasera al Pianella. Cantù è ancora ampiamente in corsa per i playoff. Vincendo questa sera potrà affrontare con maggiore agio il difficile impegno casalingo di domenica (arriva la MPS) e l'ultima, probabilmente decisiva, trasferta a Rieti. Ma, come detto, la post season canturina e con essa l'ennesimo miracolo firmato Bruno Arrigoni (anche quest'anno il GM ha estratto un gran bel coniglio - DaShaun Wood - dal suo prezioso cilindro a stelle e strisce) passa da una vittoria questa sera. Udine, al contrario, è già in vacanza. Da vacanziera, però, è quasi riuscita a portarsi a casa (con una partita davvero buona) lo scalpo di Roma. Questa è l'unica chiave di lettura possibile: se Udine non sbracherà all'inizio e riuscirà a contenere le folate offensive dei brianzoli, potrebbe arrivare ad un finale punto a punto senza l'assillo del risultato e con il braccio più leggero. Da notare le 100 presenze in maglia arancione di Jerome Allen (giunto a 3 partite dal termine della carriera).
Udine perde un incontro che conduceva, a 1'13" per 74-69. La sconfitta arriva all'ultimo secondo con una tripla dall'angolo di Lorbek. Un canestro che brucia quanto quello di Gallinari, forse di più, perchè Udine aveva fatto partita pari contro la seconda forza del campionato. Certo, l'approccio alla gara della Lottomatica non è stato dei migliori, ma Udine è piaciuta per come ha lottato, per l'energia messa in difesa e per le buone soluzioni che, durante tutta la partita, ha trovato in attacco. Molto buone le prove di Antonutti e Green (superbo secondo tempo dell'imperscrutabile Nate) per gli arancione, mentre Roma ha messo in mostra una straordinaria coppia slava: Ukic-Lorbek. Una curiosità e una nota negativa a margine della partita: nel terzo quarto Allen ha chiamato uno schema per Green (play in quell'azione) palesemente in contrasto con le richieste di Pancotto. Segnali? Per la cronaca, l'azione si è conclusa con una palla persa; a fine partita c'è stato un alterco tra un individuo e DiGiuliomaria. Fortunatamente solo verbale. 
L’Associazione Polisportiva Digiemme comunica i nomi delle otto formazioni qualificate per le finali nazionali under 19 d'eccellenza femminili in programma a Udine dal 27 al 31 maggio prossimi. Si tratta di A.S.Dil. San Martino di Lupari, Vip Cariparma Basket Parma, Ginnastica Comense 1872, G E A S Basket, Pol. Città Futura, Lib. Sporting Club Udine, Fulgor Basket La Spezia e Nipar Athena Basket Roma. Davide Micalich, responsabile organizzativo dell’evento, commenta così: Siamo contentissimi che la squadra di Udine abbia raggiunto le Finali. Stiamo provando a preparare un grande evento e la presenza di una rappresentante della città ospitante garantisce, di sicuro, un ulteriore motivo di interesse. Detto questo, da oggi sappiamo chi si giocherà il titolo e ci prepariamo ad accogliere come si deve le sette squadre qualificate a cui vanno i nostri complimenti e il nostro in bocca al lupo.
L'ottimo Valerio Morelli ci racconta di una salvezza ancora da raggiungere. In calce al suo pezzo di oggi sul Messaggero Veneto, Valerio ci dice che la Snaidero potrebbe retrocedere qualora arrivasse a pari punti con Virtus Bologna e Legea Scafati (la Virtus dovrebbe vincere 1 delle prossime 4 partite e Scafati non dovrebbe perdere mai) e i campani battessero Bologna (alla penultima di campionato) di più di 8 punti. Insomma, aritmeticamente il discorso è ancora aperto ma con ogni probabilità Udine, anche dovesse uscire sconfitta (cosa probabile) nelle ultime 4 partite, dovrebbe riuscire a mantenere la categoria.