Togliete Iverson, metteteci Hill, Green, Allen, Schultze o chi volete voi del roster arancione. Poi immaginateli in via Roma, Piazzale Cella, magari via Poscolle, la salita al Castello. Insomma, non ci vedete lo stesso spirito, la stessa voglia, gli stessi occhi della tigre? No? Neanche voi? Appunto.
Purtroppo è un film già visto. Quando la tensione sale per l'appuntamento che non si può perdere, la Snaidero perde la via del canestro. Era successo, ad esempio, contro Avellino e, soprattutto, contro Rieti. Due delle sette sconfitte interne di quest'anno, troppe per poter ambire a un posto tra le migliori 8 del campionato. E dire che l'inizio di Udine era stato davvero travolgente. Un bel 7-0 con Kyle Hill a segno, da tre punti, nella prima azione della sua seconda carriera in arancione. Ma l'idillio è durato davvero poco. Udine ha permesso a Teramo di rientrare e poi ha rincorso fino alla fine, fino al tiro da tre mancato proprio da Hill ad una manciata di secondi dalla fine. Il tiro avrebbe portato, con ogni probabilità, il match al tempo supplementare. Dopo il primo canestro dell'incontro, però, Kyle da tre punti non ha più segnato. Il pubblico, abbastanza numeroso, è stato stranamente (per quello che è solitamente il clima del Carnera) "in partita" per 40 minuti, a causa di alcuni fischi della terna arbitrale non proprio apprezzati. Teramo, giocando una partita di grande applicazione difensiva (a parte qualche svarione dovuto alla giovane età del roster) e lasciandosi guidare dallo Steve Nash dello Stivale, al secolo Giuseppe Poeta (19 punti, 5 assist, 4 recuperi), ha portato a casa un successo che lascia ancora vive le speranze di approdare alla post-season. Discorso definitivamente chiuso per Udine che, aritmeticamente, non si può ancora dire salva.
Pagelle Snaidero Allen - 5,5: Canta e porta la croce. Purtroppo spesso è stonato e la croce gli scivola. 14 punti e 5 assist ma la sfida tra playmaker la vince nettamente Poeta. Schultze - 5: Una cosa buona: un rimbalzo su errore al libero di Green e canestro. Altro non fa. Zacchetti - 6,5: 14 punti in 16 minuti, l'unico lungo a dare qualche cosa in post basso. Pancotto, alla fine, gli preferisce Schultze. Boh! Green - 5: Nate nel primo tempo fa un paio di numeri in penetrazione. Ma nel finale sbaglia due liberi e non realizza due triple con 6 metri di spazio. Antonutti - 7: Gioca tanto (29 minuti) e bene (17 punti con 20 di valutazione). Pancotto, alla fine, gli preferisce Green. Boh. Di Giuliomaria - 5: Vede poco il campo. Vetoulas - sv: Gioca 6 minuti ma si infortuna in un tuffo per salvare una palla. Sales - 6: Inizia bene, poi sparacchia un po' a salve, ma ha il pregio di prendere 11 rimbalzi. Hill - 6: Kyle inizia benissimo, poi il tiro non lo sorregge (alcune triple escono davvero di poco). Piace la sua intensità difensiva che frutta 4 recuperi trasformati immediatamente in contropiede.
Teramo Brown - 6,5: Silenzioso ma molto utile il suo apporto. Punisce 2 volte dalla linea dei tre punti le amnesie difensive di Sales. Poeta - 7,5: Conduce i suoi alla vittoria. Quando serve segna, quando serve trova i compagni, non raccoglie mai il palleggio e in difesa se la cava egregiamente contro Allen. Yango - 5,5: Rispetto ai compagni pecca un po' di energia. Migliori 5: Gioca poco, ma gli riesce di perdere 3 palloni. Powell - 7: "The Reb" prosegue nel solco segnato a Biella. 24 minuti: 19 punti e 7 rimbalzi. Gran giocatore. Lulli - 5: 3 falli in 3 minuti per il mattatore della gara d'andata. Carra - 6: Oggi non serve il suo tiro e allora si limita ad innescare i compagni. Adams - 7: Gran presa per sostituire Tucker. Meno tecnico, ma grande talento atletico. Fa male a Udine con le sue penetrazioni e andando a rimbalzo con forza. Green - 6,5: Tira tanto e male, ma l'apporto che dà a rimbalzo (7) è decisivo per la vittoria di Teramo.
E' se fosse Jerome Allen il prossimo allenatore della Snaidero? Voci in città parlano di questa possibilità per il dopo Pancotto. Il coach marchigiano dovrebbe essere alla guida di Udine anche nella prossima stagione, ma se le strade della Snaidero e del suo attuale allenatore dovessero dividersi, potrebbe prendere corpo l'ipotesi Jerome Allen. Non sarebbe una situazione nuova a Udine. Cinque anni fa un Edi Snaidero ormai demotivato trovò nuovo entusiasmo nella soluzione Teoman Alibegovic plenipotenziario. Ad onor del vero le due stagioni dello sloveno di Bosnia non furono propriamente da annali, ma le ragioni dell'insuccesso sono forse da ricercare nella difficoltà del doppio ruolo coach-GM. Teo ha dimostrato, anche negli anni successivi, di saperci fare più dietro la scrivania che a bordo campo. L'ipotesi Allen avrebbe, però, anche un precedente molto felice, quello di Arsenio Lupin D'Antoni. Dopo alcuni anni (tra il 1973 al 1977) passati tra NBA ed ABA, Mike D'Antoni divenne la colonna portante dell'Olimpia Milano che vinse tutto in Italia ed in Europa negli anni Ottanta. Terminata la carriera, il baffetto della West Virginia allenò per 4 anni Milano per poi passare a Treviso. Le stagioni in Italia sono stati fondamentali per la crescita professionale di Mike che, dopo un'infelice parentesi a Denver, è diventato uno dei coach più apprezzati nella NBA alla guida dei Phoenix Suns (se avete una connessione adsl fatevi un giro nel suo ufficio. ps: è il primo sulla destra). La carriera di Pooh Allen ricalca fedelmente quella dell'ex play di Marshall University: ottimo curriculum universitario, un paio d'anni d'NBA, una lunga militanza europea, grande leadership in campo e il desiderio, una volta appese le scarpe al chiodo, di rimettersi in gioco nel ruolo di allenatore. Nell'estate scorsa Jerome ha già vestito i panni di assistant coach dei San Antonio Spurs durante la Summer League. Insomma, al momento si tratta solo di una voce, ma non potete negare che sia davvero suggestiva.
Nell'ultima partita ufficiale disputata rimase sul parquet per 53'18" segnando 26 punti nel match più lungo della storia dell'Uleb Cup. Ci vollero, infatti, ben 4 supplementari per decretare il vincitore tra Alba Berlino e KK Bosna Sarajevo. Purtroppo quello del Kyle Hill di Bosnia fu un losing effort, Berlino si impose per 141-127. Kyle si è riposato a sufficienza e ora, a distanza di quasi 4 mesi, torna a giocare una partita ufficiale, grazie al perdurare della periostite accusata da Mike Penberthy. Da qui a fine stagione il rendimento di Kyle verrà monitorato da Ghiacci e Pancotto per capire se la Snaidero di domani potrà essere costruita attorno a lui e, forse, a Jerome Allen.
Immediata la risposta del GM udinese Mario Ghiacci all'articolo di Umberto Sarcinelli (vedi post di ieri). Questi alcuni passaggi della lettera che trovate oggi nelle pagine sportive del Gazzettino di Udine (visibili on-line a partire dalle ore 13). [...] Innanzitutto vorrei precisare che non esiste alcun silenzio stampa nei confronti del suo giornale. [...] vorrei peraltro sottolineare che sono esattamente 3 mesi che nessuno dello staff tecnico della Snaidero viene intervistato dal Gazzettino. Senza voler essere polemico, forse è il Gazzettino o uno dei suoi giornalisti a chiudere la porta al nostro staff tecnico. Credo che il diritto di critica che lei rivendica sia sacrosanto ed infatti vorrei approfittare dell'occasione per affermare una volta di più come la società che dirigo non abbia problema acluno ad accettare quasiasi tipo di critica, sempre che la stessa sia obiettiva e non sconfini in attacchi "ad personam" o che, attraverso il sarcasmo, non diventi deridente o lesiva della serietà professionale di qualsiasi membro della società. Segue poi un lungo passo sull'impegno e i valori ai quali si attaccano staff dirigenziale e tecnico nei momenti di difficoltà (coerenza, lavoro, serietà) e sull'affezione dello stesso staff a Udine e ai valori che la terra di Friuli esprime. Che dire? Amici come prima e tutti a remare nella stessa direzione per il bene del basket udinese.