o spettacolo ieri sera a Siena. La Montepaschi ha messo sotto i campioni d'Europa permettendo a tutti i basketmaniaci dello Stivale di pensare che quest'anno, forse, alle Final Four di Eurolega si potrebbe parlare italiano. Anche se solo con Carraretto e Ress. Ma abbandoniamo gli alieni e torniamo alla tonnara playoff. Oggi breve viaggio alla scoperta delle squadre ferme a quota 22.
punti (da 20 a 24), lotteranno per gli ultimi due posti di post-season. Due punti più su, a far corsa di testa ci sono la Scavolini Pesaro e proprio la squadra di Gianmarco Pozzecco. Venendo alla partita, Udine l'ha fatta sua con un'ottima prova in attacco (per la prima volta si è toccato quota 100), facendo girare ottimamente la palla alla ricerca dei tiri migliori. Dalla suddivisione dell'arancia ne hanno tratto grande giovamento i tiratori Mike Penberthy, autore di 26 punti (8/12 da tre), e Antonutti (12 con 3/5 dalla terra dell'abbondanza), ma anche Nate Green si è rivisto sui livelli di inizio stagione: 30 di valutazione con, oltre a 19 punti, anche 7 rimbalzi, 4 recuperi e 5 assist. Insomma, Kyle Hill probabilmente è l'unico arancione infelice dopo questa partita. Il folletto di Chicago dovrà mordere il freno ancora per qualche po'. Capo d'Orlando, d'altra parte, dimostra di essere ancora un cantiere aperto (dopo le sostituzioni di Diener e Slay), dove il capomastro Pozzecco dirige i lavori. I nuovi operai, però, devono ancora abituarsi ai ritmi del play triestino, lungamente applaudito dal Carnera per la sua ultima esibizione in terra friulana.
Cinque partite consecutive senza raggiungere la doppia cifra, una percentuale nel tiro da tre punti abbondantemente sotto il 20, una pervicace tendenza a commettere falli idioti e, di conseguenza, un minutaggio che dai fasti di inizio stagione (25/30 minuti) è andato lentamente scemando. Signore e Signori: Sven Schultze. Il tedescone non segna più di 10 punti dalla prima giornata d'andata, quando s'invento un quarto d'apertura eccellente in quel di Siena. Da allora il nulla (6, 8, 5, 3 e 2 punti) e, ieri, il non trascurabile 0/2 ai liberi che ha impedito a Udine nell'ultimo minuto di impattare la partita a quota 82. La Snaidero in questo finale di stagione conta sulla sua ripresa, anche alla luce delle condizioni fisiche - sempre più precarie - di Zacchetti. Non crediamo che nella Snaidero di domani (ci sarà una Snaidero domani?) ci potrà essere ancora spazio per lui, non resta che augurarci, quindi, che in queste ultime 11 partite Sven si ricordi che deve trovare una maglia per la prossima stagione. Più riuscirà a martellare il canestro avversario, più ricco sarà il contratto 2008/2009.
Per la prima volta dal novembre 2006, quando questo blog è nato, ci permettiamo di parlare di arbitri. Perchè, vivvaddio!, degli arbitraggi di Fabio Facchini da Ravenna davvero non se ne può più. BASTA!!! Ne abbiamo abbastanza delle sue manie di protagonismo, dei suoi fischi cervellotici che sembrano partire con il solo scopo di stimolare una reazione da parte dei giocatori. Reazione per la quale, ca va sans dire, è già in caldo la mano a forma di T. Tutto questo per dire che qualsiasi cosa abbia proferito Brooks Sales (e Brooks è un tantino più civile di Darko Milicic) dalla panchina, una persona intelligente avrebbe fatto finta di non sentire e non avrebbe condizionato la partita con un'espulsione. Tutto qui. Venendo alla contesa, la Snaidero già priva di Zacchetti (infortunato) si è trovata a metà del secondo quarto a fare a meno di quello che, fino a quel momento, era stato il suo miglior giocatore (Sales in 10 minuti ha totalizzato 14 punti, 4 rimbalzi, 1 recupero, 1 persa, 3 falli subiti). La partita, fino al fischio di Facchini, si era mossa sui binari dell'equilibrio con un interessante scontro tra i due centri Killingsworth e Sales. L'uscita di Brooks e il 3° fallo di DiGiuliomaria hanno costretto Pancotto ad adottare un inedito schieramento con 3 piccoli, Antonutti da 4 e Schultze da 5. Soprattutto nel 3° quarto la Legea ha appoggiato il gioco sotto canestro riuscendo così a prendere un cuscino di una decina di punti che ha mantenuto fino alla metà dell'ultimo quarto, quando Allen con il suo 18° punto ha riportato Udine a -2 sul 75-73. Ma proprio nel momento del quasi aggancio prima Datome e poi Frank Williams hanno trovato 5 punti fondamentali per ricacciare indietro la Snaidero. Eroico, in quel frangente, è stato Allen che, con 4 punti, due recuperi consecutivi e un assist per una tripla di Mp3, ha riportato Udine in parità a quota 80. Il 25° punto di Killingsworth ha mandato avanti Scafati, mentre il possibile pareggio arancione è stato frustrato dallo 0/2 di Schultze ai liberi (quando conta, il tedesco tende a non metterli), poi Green ha provato la tripla della vittoria ma senza fortuna. Il fallo sistematico arancione ha mandato in lunetta prima Williams (2/2) e poi Hatten (2/2). Il finale è 86-82 per la Legea. Di positivo resta solo il fatto che il doppio confronto arride a Udine. Tanto di cappello ad Allen (24 punti, 100% da 2 e ai liberi) e Penberthy (16 punti con il 60% da tre), più che dignitosa la prova di Antonutti. Fanno riflettere le prestazioni di Schultze (2 punti, 0/4 da tre) e Green (3 punti in 28 minuti con 5 tiri tentati). Visto che è serata, un ultimo sfogo: un giocatore come DiGiuliomaria non serve. Non serve un lottatore che mette l'occasionale tripla, che stoppa, si sbatte e poi, però, tira i liberi con il 20% e quindi nel finale, quando la partita è sul filo e magari i suoi chili farebbero comodo, lo si deve necessariamente far accomodare in panchina. Il Capitano deve fare qualcosa: provi con la psicanalisi, con i Fiori di Bach, ma ricominci a buttarli dentro. Anche oggi 0/4 che aggiornano il totale stagionale a 16/67!
rbitrale, il Giudice Sportivo, applicando l’art. 27 comma 3a del Regolamento di Giustizia, in combinato con l’Art. 22 comma 4 dello stesso Regolamento di Giustizia, ha sanzionato la società con l’ammenda di € 1150,00 ed ha inibito il Sig. Aniello Longobardi per 5 mesi, fino al 21 agosto 2008. Tali provvedimenti sono frutto dell’errato presupposto che il Sig. Aniello Longobardi sia ancora il Presidente della società Scafati Basket S.r.l.; invece, come da verbale del Consiglio Direttivo della società, depositato in FIP in data 29 gennaio 2008, lo stesso Sig. Aniello Longobardi non ricopre più nessuna carica federale: non è né Presidente, né Amministratore Delegato, né Dirigente Responsabile, né Dirigente, né Allenatore, né Atleta. In realtà è il socio di maggioranza della S.r.l. che controlla il Club. Non essendo, pertanto, il Sig. Aniello Longobardi un tesserato, non può essere destinatario di sanzioni della Giustizia Sportiva. Pertanto, è evidente che si sia omesso, più o meno volutamente, di prendere atto della realtà dei fatti e dei documenti ufficiali, pur di spiattellare pubblicamente una «sentenzona». Motivo che ci induce a pensare che sia tutto frutto di un disegno persecutorio nei confronti del Sig. Aniello Longobardi, con troppa faciloneria giudicato pur non essendoci alcun presupposto. E ad avvalorare tale tesi c’è anche la presunta spinta e la conseguente caduta del dirigente addetto agli arbitri: quanto riportato non merita di essere commentato perché è fuor di dubbio che è stato frutto di pura fantasia così come pure dichiarato dallo stesso dirigente, Sig.ra Gianna De Santis. A tal proposito, lo stesso socio di maggioranza si riserverà la facoltà di adire le vie legali a tutela del proprio nome e della propria immagine, a fronte di una sentenza fuori dalle regole e pubblicata con eccessiva enfasi. Il Sig. Aniello Longobardi si augura che la sicura revoca di tale ingiusta sentenza venga pubblicata con pari enfasi e con le dovute scuse degli organi competenti.
Mario Ghiacci, General Manager della Snaidero Cucine Udine, ha ritirato due giorni fa presso la sala consiliare del Comune di Quattro Castella (Reggio Emilia), il prestigioso “Premio Reverberi”. Dubbio: l'Oscar alla carriera si dà a fine carriera, vero?
el 19-30 al 10’: «Ho giocato bene, come posso fare. Ho preso 19 tiri (18 più 3 liberi, ndr), con Avellino 5 (6 per 2 punti finali, ndr). Se non tiro non posso segnare 28 punti. Più tiro, più segno; meno tiro, meno segno. I tiratori devono tirare. Per me è facile segnare ogni partita se tiro tanto, è matematico; altrimenti, no. È anche facile da capire».Questione di schemi? «Io gioco per la squadra. Non sta a me dirlo, bisogna chiederlo al coach o al gm. Io gioco sempre con la stessa mentalità». Certo è che la Snaidero 2007 - 2008 assomiglia poco all’Eldo 2003 - 2005 in cui Mike aveva già fatto coppia con successo con Allen: soprattutto Green non è Torres o Trepagnier, Sales non è Andersen o Rocca. Ora la convivenza a Udine con Hill? «Perché è arrivato bisogna domandarlo a loro (in società, ndr), non è una domanda per me. Io faccio sempre lo stesso lavoro. Kyle è una gran persona e un bravo giocatore. Non so che faranno, aspetto anch’io. Io lavorerò qua o anche in un’altra squadra. Vorrei restare a Udine, ma non è una decisione mia». Il ventilato accordo con Larissa? «Sì, c’era. Si può chiederlo anche a loro. Ora non vale più, perché non mi hanno lasciato andare. L’avevo chiesto a Ghiacci il venerdì prima di Bologna, dopo che il martedì seguente ad Avellino mi aveva detto che arrivava Hill e forse partivo io. Qua o altrove continuerò a giocare e con Larissa avevo un accordo biennale, ma c’è chi mi vuole anche in Italia». 
La Triade che comanda - Punk8, G(M)hiacci e President Edi - aveva già preparato l'uscita di scena di Mp3 e l'arrivo di Kyle Hill. Le ultime prestazioni dell'ex-Laker giustificavano ampiamente il taglio. Nell'ultimissima, soprattutto, quella nefasta contro Avellino, Mike aveva palesemente giocato contro l'allenatore e, non pago, l'aveva pure preso a male parole una volta accomodatosi in panchina. "No, no, no" deve aver pensato Edi. Poi, però, è arrivato l'exploit di Bologna, nel quale il biondino ha dimostrato che può ancora fare la differenza e le uova nel paniere (cito Zanitti del Gazzettino) si rompono. La Triade si trova, ora, in una posizione scomoda. Che fare? Tagliare il giocatore che ti ha fatto vincere la partita che, forse, ti ha rimesso in corsa playoff? Ovviamente no, secondo loro. Ma Hill, ormai, è firmato ("avevamo l'accordo da tempo" pare abbia detto Ghiacci che, in estate, aveva anche asserito "Hill e Valters non giocheranno mai più per me!") e quindi via con la soluzione 5 extracomunitari per 4 posti. Ipotizzando che Hill sia in discreta forma - è fermo da un bel po'-, a chi scrive
quella snaiderina pare una non-decisione non condivisibile. Una partita sopra le righe non dovrebbe far vacillare i propositi pre-bolognesi della società. Semplicemente, non è serio e crea una situazione difficile da gestire per il coach e la squadra. Cosa fa Pancotto? Allena tutta la settimana 5 americani sapendo che uno andrà in tribuna? Certo le sessioni di allenamento saranno più qualificate ma poi in campo non ci vanno tutti e allora quello che hai fatto in settimana non serve. Provi set offensivi con doppi blocchi per Mike e poi lo mandi a sedere in parterre? Non ci convince. E non ci sembra nemmeno il massimo tenere costantemente sulla graticola 3 giocatori: Kyle Hill, Mike Penberthy e Nate Green. Se Mike ha dimostrato di giocare meglio con un po' di pepe "là", chi può conoscere la reazione degli altri due? Allora, coraggio, si abbia la forza di salutare un americano e di ricreare gli equilibri in squadra. Attenzione, però, a fare le valigie potrebbe non essere Mike, chè Nate Green è in calo, il suo contratto è forse più "piazzabile" rispetto a quello di Mp3 (anche se ieri si ipotizzava un accordo già firmato tra Penberhty e i greci del Larissa) e Michele Touch of Class Antonutti sta dando più di qualche segno di vita. Riteniamo che la decisione verrà presa una volta valutate le condizioni di Hill. Se è pronto, qualcuno se ne andrà, altrimenti si proseguirà così ancora per un po'.