Un po' come nell'NBA, alcune squadre italiane hanno approfittato dell'ultimo momento utile prima della deadline sui trasferimenti tra squadre di LegaA per aggiustare il roster in previsione della volata playoff. C'è ancora tempo, comunque, per pescare giocatori dalla LegaDue (ancora un mese) e per andare in cerca della pedina giusta in giro per il mondo (fino all'ultima di campionato). Significativi, però, due movimenti avvenuti ieri. Dimitri Lauwers è passato da Scafati alla Virtus Bologna chiarendo due cose: 1) Scafati l'ha "data su"; 2) Il provvedimento disciplinare di Sabatini nei confronti di Spencer è serio, altrimenti non si spiegherebbe l'acquisizione di un tiratore come Lauwers quando in squadra già ci sono Spencer, Blizzard e McGrath. Interessante anche la scelta di Biella, che ha deciso di privarsi dei servigi di Troy Bell, verosimilmente per andare a pescare qualche giocatore di LegaDue o proveniente dagli States (si parla di Keith Langford). Ricordiamo che Biella è la squadra più in crisi del campionato arrivando da 5 sconfitte consecutive. Da segnalare, inoltre, l'arrivo di Di Bella a Milano e di Aradori a Roma. Di Bella dovrebbe dare quei cambi di ritmo che Conroy non è stato capace di fornire, mentre Aradori è l'ennesimo pezzo di un puzzle capitolino che comincia sinistramente ad assomigliare a Frankenstein. Tornando al borsino playoff, ecco le squadre a quota 24.
Biella - Già abbiamo detto della rinuncia a Troy Bell e della profonda crisi dell'equipe piemontese. Il calendario, in tutta onestà, non è malaccio. Dopo la partita casalinga contro Siena e la trasferta a Bologna (sponda Fortitudo), Biella ospiterà Teramo, Udine, Capo d'Orlando e Treviso, mentre è attesa alle trasferte di Scafati, Milano, Montegranaro e Napoli. 24 punti sono una buona base di partenza ma deve arrivare una vittoria nelle prossime due partite per poter sperare nella post-season. 7 sconfitte consecutive rappresenterebbero una scimmia assai pesante da scacciare.
Milano - Si è rimessa in carreggiata e in questo momento ha una condizione invidiabile: ha vinto le ultime due trasferte e 3 delle ultime 4 partite. Sistemato il roster con l'addizione tricolore di Maresca e Di Bella può affrontare con fiducia le ultime 10 partite che la vedranno impegnata in casa contro Montegranaro, Udine, Biella, Cantù e Fortitudo e fuori a Varese, Roma, Virtus, Scafati e Avellino. Potrebbe chiudere al 5° posto.
Fortitudo - Dopo la disfatta casalinga contro Udine, le Aquile hanno ripreso a volare con 3 successi di fila, l'ultimo sul campo di Avellino. Dopo il derby di domenica, Joe Forte e compagni sono attesi da due turni interni contro Biella e Pesaro. Dovessero arrivare 2 o 3 vittorie i playoff sarebbero quasi sicuri. Può chiudere al 6°/7° posto.
Straordinario spettacolo ieri sera a Siena. La Montepaschi ha messo sotto i campioni d'Europa permettendo a tutti i basketmaniaci dello Stivale di pensare che quest'anno, forse, alle Final Four di Eurolega si potrebbe parlare italiano. Anche se solo con Carraretto e Ress. Ma abbandoniamo gli alieni e torniamo alla tonnara playoff. Oggi breve viaggio alla scoperta delle squadre ferme a quota 22.
Rieti - La prossima avversaria di Udine (domenica, ore 18.15 al Carnera) è una delle squadre che maggiormente ha shakerato il roster. Persi Pape Sow e Russell Carter, sono arrivati il tiratore bulgaro Videnov e il mezzolungo Steven Smith. Rieti ha vinto 3 delle ultime 5 partite, ma arrivava da una striscia di quattro sconfitte. Il successo su Roma (bis del sacco all'andata) li ha decisamente rinvingoriti e a Udine vorranno vendicare la sconfitta subita al PalaSojourner. Il calendario non è dei più semplici, perchè, dopo Udine, riceveranno Scafati (squadra non ancora in LegaDue che può fare la corsa solo su Rieti) e Siena, per poi affrontare 7 scontri diretti: Napoli, Capo d'Orlando, Pesaro e Fortitudo fuori, Virtus, Avellino e Cantù in casa. Non arriverà tra le 8.
Cantù - La squadra dei miracoli può farcela ancora? Dipende se riuscirà nelle prossime partite ad infilare un "momento sì". Nessuno come Cantù alterna, infatti, periodi di grande forma (3 vittorie in fila per iniziare la stagione, poi ancora 4 a cavallo tra girone d'andata e di ritorno) a periodi di vacche smunte (5 sconfitte tra la 7a e l'11a di andata). Il calendario non è impossibile, soprattutto alla fine quando incontererà in casa Udine, Siena (già prima e, forse, impegnata nella fase decisiva dell'Eurolega) e Rieti (probabilmente fuori da tutti i giochi). Nelle prossime settimane dovrà, però, mantenersi in linea di galleggiamento cercando di fare suoi gli scontri diretti in casa (Pesaro, Napoli, Fortitudo). Non crediamo al miracolo. Anche se...
Teramo - l boys di Carlo Antonetti ha perso Clay Tucker, il capocannoniere del campionato. Lo ha rimpiazzato con un buon giocatore come Devin Green e Roger Powell ha innalzato il suo livello di gioco dopo la partenza del gemellino alla volta di Mosca. La Siviglia Wear, però, non potrà non sentire la sua mancanza. Il momento è discreto con 3 vittorie nelle ultime 5, ma pesa molto la sanguinosa sconfitta interna dell'ultimo turno contro Cantù. Il calendario offre subito una complicata trasferta a Scafati, seguita da una partita in casa contro Capo d'Orlando e un viaggio in Piemonte a Biella. Il finale di campionato presenta due complesse sfide casalinghe con Virtus e Montegranaro e un proibitivo ultimo turno a Treviso. Difficile vederli in campo per le partite che aggiudicheranno lo scudetto.
Udine - La squadra è in forma, lo spettro Kyle Hill ha rinvigorito Green e soprattutto Penberthy e la Snaidero arriva da 4 vittorie nelle ultime 6 (con 2 successi esterni) e una delle due sconfitte corrisponde alla strana partita di Scafati. Il calendario è tutt'altro che favorevole, offrendo, dopo il turno casalingo con Rieti (un must win!), le trasferte a Treviso, Milano e Biella, inframmezzate dalle partite al Carnera contro Bologna, Teramo e Roma. Nel girone d'andata erano arrivate, dopo la vittoria in volata contro Treviso, cinque sconfitte consecutive. Difendere il Carnera e, possibilimente, strappare lo scalpo di Milano metterebbe Udine in una buona posizione per affrontare le ultime tre partite: due fuori (Cantù e Montegranaro) e una in casa (Napoli). Playoff molto difficili ma non impossibili.
Società e staff volano a pelo d'acqua, ma considerando archiviata la pratica salvezza (Varese è virtualmente retrocessa, mentre poche speranze restano ancora a Scafati) è giusto che tifosi e addetti ai lavori arancione si aspettino un finale in crescendo (non necessariamente rossiniano, cara Paola Ellisse) che permetta ad Udine di ritrovare le sensazioni uniche che solo i playoff sanno donare. L'approdo alla fase finale del campionato, quella che conta, quella che assegna scudetto e posti in Europa, si deciderà nelle prossime 10 partite. Al momento Udine è fuori dalle magnifiche otto e si trova intruppata insieme ad altre 7 squadre tra quota 22 e 20. A 24 punti ci sono Biella, Milano e Fortitudo (rispettivamente 7a, 8a e 9a). A 26 Pesaro e Capo d'Orlando. In questo finale di stagione oltre alle posizioni di partenza - va da sè che chi è davanti è avvantaggiato - conta il momento fisico, tecnico e psicologico delle squadre. Proviamo a fare un piccolo borsino della pretendenti. Oggi diamo un'occhiata alle squadre che hanno totalizzato, fino ad ora, 20 punti.
Napoli - in grande ascesa con 4 vittorie nelle ultime 5 partite (sconfitta solo a Siena) e la chiara impressione che sia finalmente diventata una squadra. Ai playoff ci credono ma il calendario non è semplice: tutti gli scontri diretti sono fuori casa (Pesaro, Cantù, Treviso, Fortitudo e Udine), in casa, invece, le cose dovrebbero essere più semplici (con Varese, Rieti, Avellino, Scafati e Biella). Chris Monroe sta facendo bene, mentre Jumaine Jones è decisamente il migliore acquisto del mercato di riparazione con i suoi quasi 19 punti e 9 rimbalzi a partita. Qualche euro su Napoli ai playoff lo metteremmo.
Treviso - Pessima l'aria che si respira nella Marca e la nebbia di questi giorni non c'entra. La Benetton è in grande crisi: è stata sconfitta (più correttamente si direbbe umiliata) in casa nelle ultime due partite di campionato, contestata dai tifosi (con tanto di cazzotti tra acluni facinorosi e Pops Mensah-Bonsu) ed è uscita proprio ieri sera dalla Coppa perdendo, ancora una volta in casa, contro Belgrado. Treviso ha talento per risalire ma Mahmuti non sembra riuscire a far remare tutti nel verso giusto. Il calendario all'apparenza non è impossibile, con gli scontri diretti in casa (Udine, Napoli, Fortitudo e Teramo), ma giocare al Palaverde in questo momento sembra più uno svantaggio che un vantaggio per la squadra di Patron Gilberto. Alcune trasferte sono in campi non semplici come Montegranaro, Avellino e Biella. Mai darli per morti, ma è difficile pronosticarli tra gli otto.
Virtus Bologna - Sembrava essersi rimessa in carreggiata, dopo le 4 sconfitte con cui aveva aperto il girone di ritorno, ma la squadra di Sabatini, dopo aver battuto Cantù e espugnato Treviso ed aver raggiunto la finale di Coppa Italia, è crollata a Napoli e nel derby contro Pesaro. La squadra sembra nuovamente allo sbando: partito Crosariol, Trevis Best lotta con continui problemi fisici e Dewarick Spencer è stato messo fuori squadra. Il calendario propone domenica il derby contro la Fortitudo (partita che sfugge a qualsiasi pronostico) e prosegue con due difficili trasferte a Siena e Udine. Non dovessero arrivare punti in queste tre sfide il destino di Bologna sarebbe quasi segnato, anche se le rimanenti 7 potrebbero riservare più di qualche W (in casa con Montegranaro, Milano, Varese e Roma e fuori a Rieti, Teramo e Scafati).
La Snaidero Udine trova la migliore prestazione stagionale e spazza via la Pierrel Capo d'Orlando, tenendo viva la fiammella playoff. Una fiammella custodita gelosamente da tutte e 11 le squadre che, racchiuse in 4 punti (da 20 a 24), lotteranno per gli ultimi due posti di post-season. Due punti più su, a far corsa di testa ci sono la Scavolini Pesaro e proprio la squadra di Gianmarco Pozzecco. Venendo alla partita, Udine l'ha fatta sua con un'ottima prova in attacco (per la prima volta si è toccato quota 100), facendo girare ottimamente la palla alla ricerca dei tiri migliori. Dalla suddivisione dell'arancia ne hanno tratto grande giovamento i tiratori Mike Penberthy, autore di 26 punti (8/12 da tre), e Antonutti (12 con 3/5 dalla terra dell'abbondanza), ma anche Nate Green si è rivisto sui livelli di inizio stagione: 30 di valutazione con, oltre a 19 punti, anche 7 rimbalzi, 4 recuperi e 5 assist. Insomma, Kyle Hill probabilmente è l'unico arancione infelice dopo questa partita. Il folletto di Chicago dovrà mordere il freno ancora per qualche po'. Capo d'Orlando, d'altra parte, dimostra di essere ancora un cantiere aperto (dopo le sostituzioni di Diener e Slay), dove il capomastro Pozzecco dirige i lavori. I nuovi operai, però, devono ancora abituarsi ai ritmi del play triestino, lungamente applaudito dal Carnera per la sua ultima esibizione in terra friulana.
Cronaca Pronti via e si è già sull'8-8. Le difese sono rimaste negli spogliatoi. Per fortuna degli arancione, quella siciliana arriva alla partita per ultima. L'inizio è tutto di Mp3 che, come a Bologna, piazza 3 triple in un amen. Dall'altra parte, Capo d'Orlando è nelle mani di Romel Beck, autore di 7 punti. Il quarto si chiude con un segnale di vita da parte di Sven Schultze che porta Udine sul +11 con una tripla. 31-20 il primo parziale. Nel secondo, invece, Pozzecco capisce che c'è bisogno della sua esperienza e si mette al lavoro, fornendo assist e andando a prendersi qualche fallo in mezzo all'area. Allen, però, non gli è da meno e pesca prima DiGiuliomaria, poi Antonutti e, infine, si mangia Howell e appoggia al tabellone i suoi primi due punti. Udine mantiene, grazie anche ai canestri di Sales, un margine di una dozzina di punti. Prima della pausa la Snaidero fatica a segnare dalla lunetta (al 20° saranno solo 2 su 7 i liberi convertiti), mentre la Pierrell si riporta sotto con Meija. 50-40. Dallo spogliatoio Capo d'Orlando esce senza Pozzecco ma con una determinazione diversa. Ndoja e Beck l'avvicinano a Udine, ma Zacchetti e Antonutti la ricacciano indietro. Un'azione da 4 punti di Wallace (tripla con fallo di Sales) riporta Capo d'Orlando a -8. Esce Allen, sale in cattedra Vetoulas che pesca Green per un canestro al volo per il nuovo +12. Coach Sacchetti si fa fischiare un tecnico che permette a Udine di allontanarsi ancora, grazie anche al più bel canestro della partita: un arresto, passo e gancio di Zacchetti. Al riposo Udine va con un bel cuscino di punti: 76-59. All'inizio degli ultimi 10 minuti la squadra di Pancotto fugge a +20 e forse potrebbe pensare anche alla differenza canestri (-27 all'andata), ma un po' d'accademia e la zone press di Capo d'Orlando lentamente erodono il vantaggio. Capo d'Orlando arriva a una distanza ad una cifra sola, ma altre due triple di Mp3 mettono la parola fine all'incontro. 100-91.
Pagelle Udine Bosio - ne Allen - 7: Solo 4 punti (con 6 tiri tentati) ma ben 11 assist. Jerome è decisamente in forma e, come gli capita in questi periodi, ogni tanto tende a strafare (3 perse). Schultze - 6: Non è ancora in forma, ma lo Zacchetti di oggi non fa sentire la sua mancanza. Zacchetti - 7: 11 punti, 7 rimbalzi e le azioni tecnicamente più pregevoli dell'incontro. Joel, resta in salute, per favore! Green - 7,5: Si prende le responsabilità che ultimamente aveva scansato. Grande partita per un Nate in versione inizio anno. Antonutti - 7: Michele la mette da fuori e si applica in difesa. Bene. Di Giuliomaria: 6,5: 10 rimbalzi (4, in vero, battagliando da solo contro ferro e tabellone in una sola azione), 7 punti, 1 bel tiro libero (su 4), il Capitano c'è. Vetoulas - 7: Il miglior Nikos della stagione. Quando entra gestisce con sicurezza la squadra, inventando assist di qualità. Penberthy: 7,5: La squadra lo cerca, lui si fa trovare. et voilà: 28 punti. Sales: 7: Il gattone piazza le sue classiche zampate dalla media e raccoglie 7 rimbalzi. Lovatti - ne Stroppolo - ne
Capo d'Orlando Pozzecco - 6,5: 8 falli subiti, 7 assist, impreciso al tiro e ogni tanto fuori giri, ma il Pozz è sempre uno spettacolo da vedere. Orsini - ne Bruttini - ne Howell - 6: Non un fine dicitore, ma quando è servito in movimento può essere devastante. Inconsueto 2/2 ai liberi. Ndoja - 5: Una fiammata ad inizio 3° quarto e poco più. Falls - 6: Prima partita in LegaA per l'irlandese d'America. Un gran bel tiro e un passaporto che gli consentirà una lunga carriera europea. Meija - 6: Meriterebbe di più per quello che fa in attacco, ma Sammy perde Mp3 all'inizio e gli permette di entrare in partita. Fabi - ng Wallace - 5,5: 11 punti e 11 rimbalzi, ma non incide come al solito sulla partita. I 2 falli nel primo quarto gli mettono la sordina. Wojcik - 5: Il polacco oggi non è pervenuto. Gugliotta - ne Beck - 6: Al messicano piace il Carnera. Ne mette 20 con ottime percentuali. In difesa, come tutti i suoi compagni, fa fatica.