Quello che poteva essere e non è stato. Pare che il buon DerMarr sia pronto a rientrare negli States. Peccato perchè poteva essere un protagonista del campionato. Quando si dice "le motivazioni..."
Condoglianze a Nate Green per la prematura scomparsa del fratello. Come diceva giustamente il Pozz a fine partita (vedi Gazzettino di oggi), onore a lui per aver giocato 24 ore dopo aver ricevuto la triste notizia.
Per avere la possibilità di vincere dobbiamo lavorare forte in difesa e mantenere gli avversari sui 60 punti. Così Allen dopo la vittoria interna su Scafati. Oggi, Capo d'Orlando ha raggiunto quota 60 all'inizio del 3° quarto. Una partita senza storia quella in terra siciliana per la Snaidero, che parte già col piede sbagliato concedendo a Drake Diener 10 punti nei primi 3 minuti di gioco. La squadra di coach Sacchetti cavalca da subito la giornata di vena dei due bianchi americani (Diener e Wallace) e trova in Howell un prezioso rimbalzista offensivo. Nel primo tempo, nei momenti in cui Udine cerca di chiudere il gap arrivando a 7 o 5 punti di distanza, Capo d'Orlando trova sempre una giocata (spesso da tre punti), anche da protagonisti inaspettati (Gugliotta e Fabi), che la rimette avanti di 8-9 punti. All'inizio del terzo quarto c'è la fuga decisiva. Nelle secche dell'attacco snaiderino brilla ancora una volta Jerome Allen (17 punti, 4 assist), l'unico dei big a non affondare, cui si affianca Capitan Di Giulio, finalmente un fattore anche in attacco (17 punti, 9 rimbalzi e 5 recuperi). Male, molto male Mike Penberthy (6 punti) e Schultze (0 per lui); segni di vita, invece, da ToC che mette due triple consecutive quando la partita c'è ancora e chiude con 13 punti. Nel complesso, però, una disfatta che deve far riflettere sulla personalità di una squadra che "l'ha data su" già all'inizio del 3° quarto. Onore al merito, ovviamente, a Capo d'Orlando che dimostra di essere squadra solida e di avere allestito un roster di qualità, ancorché sconosciuto: Diener (27 punti), Wallace (15 punti, 13 rimbalzi e 5 assist) e Howell (20 e 8). Infine, una nota per l'esordio in campionato del Pozz: in 26 minuti, 12 punti, 7 falli subiti e 8 assist. Niente male.
La Snaidero giocherà la prossima partita nell'infocato campo di Capo d'Orlando dove, da sempre, il pubblico, ancorché un esempio di correttezza, è un fattore. Ma Capo d'Orlando ha costruito il suo piccolo miracolo d'inizio stagione (3 vittorie senza poter mai schierare il grande acquisto dell'estate, Gianmarco Pozzecco) soprattutto andando a vincere con grande personalità fuori casa, prima a Napoli e poi a Milano. Un pizzico d'esperienza in più avrebbe potuto permettere ai siciliani di chiudere a proprio favore anche le due gare perse in casa (di 4 e 3 punti contro Bologna e Cantù). Diener, Slay, Wallace, ma anche Ndoja, sono i nomi sulla bocca di tutti in questi giorni e domenica farà il suo esordio in campionato anche il Pozz. E dietro ogni buona squadra c'è, ovviamente, un bravo GM. Quello di Capo d'Orlando (Gianmaria, se stai leggendo, aggrappati forte ai gioielli) sta proponendo con la forza dei risultati la propria candidatura a GM dell'anno. Parliamo di Gianmaria Vacirca, poliedrico dirigente arrivato in Sicilia dopo la positiva esperienza a Castelletto Ticino. Gianmaria, con grande disponibilità, risponde ad alcune domande di FingerRoll.
Ario Costa, Roberto Brunamonti, Ferdinando Minucci, Antonello Riva, Mario Ghiacci, Gianmaria Vacirca. Chi è l'intruso? In altre parole, come si diventa GM in Lega A senza un glorioso passato da giocatore o senza fare parte dei "quadri" aziendali? Risposta scontata, l’intruso è il sottoscritto. Ma ciò che ho raggiunto, e che considero un punto di partenza, l’ho sudato nelle serie minori. Partendo dalla serie C di Voghera, dalla splendida esperienza di Desio dove abbiamo ricostruito un grande settore giovanile, infine con i bellissimi anni di Castelletto Ticino. Molti attendevano al varco Capo d'Orlando dopo l'acquisto di Gianmarco Pozzecco. Molti, una volta saputo dell'infortunio al play triestino, pronosticavano un inizio difficile per voi. Non è andata esattamente così, grazie a che cosa? La forza del gruppo, che è la cosa fondamentale e primaria per far bene negli sport di squadra. Ciascuno ha messo il proprio mattoncino per costruire tre vittorie che alla lunga potrebbero pesare parecchio. Sia a Castelletto che a Capo d'Orlando sei andato a pescare giocatori sconosciuti (dalle minors, da altri campionati europei, dal college) che poi si sono dimostrati assolutamente all'altezza. Cosa cerchi in un giocatore? Nei giocatori cerco la qualità della persona e le motivazioni per fare bene. La fame, l’etica del lavoro: sono doti indispensabili. Venendo alla partita di domenica, da dove passa la vittoria per Capo d'Orlando? Dal nostro entusiasmo. La Snaidero è più attrezzata, è una squadra che mi piace molto, ben allenata. Noi dovremo dare il 120%. Sei preoccupato di come la tua squadra reagirà all'innesto del Pozz? Cambieranno gli equilibri e questo potrebbe essere un problema oppure per voi è solo un plus? Non vediamo l’ora di riavere Pozzecco in campo: per noi non è un plus, ma un plus-plus! In bocca al lupo!
Gino Natali, GM di Milano, rassegna quelle dimissioni che la larga parte dei tifosi pretendeva da anni e il pentolone si scoperchia. Con il GM se ne va, non dimissionario ma esonerato, anche coach Zare Markovski e il proprietario Giorgio Corbelli dichiara di voler vendere. Al timone di una squadra che ha pagato fin troppo l'assenza di Gallinari e l'assenza (di leadership tecnica) di Bulleri arriva Attilio Caja, tecnico esperto e nome che già da qualche giorno i ben informati avevano fatto circolare. Per coach Caja subito due impegni niente male: l'esordio in Eurolega e la sfida tra scontente con Treviso. Frattanto, uno scossone potrebbe subirlo anche il roster con Cheyne Gadson già con il biglietto in mano e un playmaker in arrivo.