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mercoledì, 30 maggio 2007
Devo dire che quest'anno i playoff del campionato italiano mi stanno emozionando poco. Al di là della sfida Virtus Bologna - Biella, le altre serie mi hanno lasciato abbastanza indifferente. Cantù era già in vacanza contro Siena, Napoli era in vacanza da un po' e le ha prese da Roma, c'è stata un po' di battaglia tra Milano e Varese (più per ragioni di campanile che tecniche). Invece, ho riscoperto la LegaDue! In questi giorni sta andando in scena la finale che decreterà chi tra la corazzata Pesaro e l'outsider Pavia farà compagnia a Mian e compagni in LegaA l'anno prossimo. La serie è sull'1-1 ma le partite sono state di una intensità pazzesca e hanno messo in luce giocatori che, l'anno prossimo, meriterebbero di affacciarsi al piano di sopra. Uno su tutti: Maximilano Stanic, playmaker con faccia d'angelo (o da culo, fate voi) e passaggio facile, una bella sintesi tra l'estro e la fantasia di Kristaps Valters e la leadership di Randy Childress. Non fraintendetemi, non sto dicendo che sia meglio dei due succitati, ma confermo che lo vedrei bene in LegaA, magari con il compito di cambiare il ritmo che aveva Valters alla Snaidero. Che Ghiacci ci stia pensando? Mi piace un bel po' anche Chris Monroe, compagno di squadra di Stanic (che, lo ricordo, è argentino di passaporto italiano), guardia in grado di segnare da fuori e di penetrare con grande controllo di corpo e palla. Dall'altra parte ho rivisto con piacere un Carlton Myers ancora capace di essere decisivo con le sue triple e con le soluzioni in entrata. Una menzione particolare va fatta per Micheal Hicks, già visto a Udine qualche anno fa, che di Pesaro è in qualche modo la punta di diamante. Un giocatore cresciuto, oltre che tecnicamente, anche nella sicurezza nei proprio mezzi. Che vinca la migliore!
lunedì, 28 maggio 2007
Joel Zacchetti è stato una delle piacevoli sorprese d'inizio stagione. Già dalla prima partita ha fatto vedere una maturità e una mentalità nuove rispetto alle apparizioni da "futuro prospetto NBA mancato" cui aveva abituato il pubblico negli anni scorsi (a dimostrazione che un periodo lontano dall'ovile non fa poi così male). Tecnicamente tra i lunghi arancione è senz'altro il più dotato, con controllo di palla e di corpo, oltre a range di tiro, paragonabili ad una guardia. Dopo il promettente inizio, la sua stagione è stata, però, costellata da alti e bassi, da partite nelle quali ha totalizzato un numero di punti pari a quello dei minuti giocati (dalla 7a alla 9a d'andata, ad esempio) a partite nelle quali, dopo qualche errore difensivo o in attacco, ha smesso di giocare, fino alle ultime nelle quali è sembrato aver perso totalmente fiducia. Sbaglierò, ma credo che abbia patito la scarsa considerazione dell'allenatore (impegnato, troppo spesso, a recuperare e valorizzare Damon Williams). Nel complesso, però, Joel si è dimostrato back-up di assoluto valore. Ancora un passo avanti dal punto di vista mentale e forse potrà meritarsi lo spot in quintetto.
mercoledì, 23 maggio 2007
Jerome Pooh Allen è stato, a nostro modesto avviso, l'MVP della stagione arancione. Certo, molti di noi hanno ancora negli occhi la tripla in corsa da 8 metri nell'ultimo possesso a Vilnius (scelta scriteriata se ce n'è stata una) o alcuni momenti di "nebbia" tattica nei quali il play di Philly ha, francamente e obiettivamente, esagerato nei palleggi e nell'1vs1. Nel complesso, però, è facendo leva sull'esperienza, sulle doti di condottiero - mai fu coniato soprannome più calzante di Capotribù - e sulle capacità tecniche e atletiche di Allen che si è ricompattata una squadra e uno spogliatoio che, ad un certo punto della stagione, sembravano vicini all'implosione. Non c'è, ovviamente, la controprova, ma fosse rimasto Wisniewski (senza farne una questione di qualità del giocatore), insieme a Livorno forse ora ci sarebbe Udine e non Reggio Emilia. Le statistiche confermano che quest'anno Jerome è stato uomo-squadra. Oltre ai 15 punti a partita (15,1 di quest'anno contro i 15,7 dell'anno scorso), Jerome ha garantito 4,8 rimbalzi (oltre 1 in più rispetto all'anno passato) e 3.6 assist (contro i 2,9 dell'anno scorso), sporcando solo leggermente il rapporto tra turnover e palle recuperate. Jerome ci aveva confidato che fisicamente si sentiva molto bene, meglio di 3/4 anni fa ma che desiderava tornare a casa dalla famiglia (ha 3 figli piccoli) e cominciare la carriera di allenatore (pare ci sia una offerta interessante da San Antonio). Pooh ha un contratto con Udine anche per la prossima stagione, quindi, se gioca ancora, gioca a Udine. Presidente e GM a Telefriuli lunedì sera si dicevano ottimisti. Non ci resta che attendere la decisione, prevista ad inizio di giugno.
martedì, 22 maggio 2007
Filiberto Dri - sv: Siamo molto combattuti sulla valutazione del buon Principe Filiberto. Da un lato c'era la voglia di dargli un bel 6 d'incoraggiamento. Dopottutto, è stato buttato nella mischia in Uleb Cup dopo il taglio di Wiz e ha mostrato buona personalità. In campionato, però, ha giocato un totale di 14 minuti mettendo a segno due soli punti. Troppo poco per dargli una valutazione. Anche perchè, dentro i confini italici, tutte le volte che ha visto il campo ha dimostrato di non essere ancora (mentalmente più che fisicamente e tecnicamente) pronto. E' un '89 e ha il tempo di "farsi". Esaurita l'esperienza con le giovanili, gli consiglieremmo di spiccare il volo verso altri lidi (magari in prestito) per giocare da protagonista qualche anno prima di rientrare alla base. Sempre che la base, a quel punto, esista ancora.
lunedì, 21 maggio 2007
Abbiamo lasciato passare una settimana ma ora è tempo di consegnare i giudizi definitivi su giocatori, allenatore e GM protagonisti dell'annata 2006/2007. Iniziamo dai giocatori e li presentiamo, per semplicità, in ordine di numero di maglia. Mike Penberthy - 6,5: Inutile negare che l'arrivo del biondo californiano aveva fatto alzare molti sopraccigli. Alcuni lo consideravano un ex-giocatore, altri, semplicemente, lo vedevano sul viale del tramonto cestistico. "E' come se fosse sceso dall'aereo in agosto dopo 2 mesi di inattività". Così lo descriveva una voce in seno alla società al suo arrivo in gennaio. L'inizio, in maglia arancione (dopo un non esaltante avvio di stagione con Reggio Emilia, culminato nella frattura da stress al piede) non è stato dei migliori. Mike pagava un evidente ritardo di condizione, la scarsa conscenza dei compagni e l'assenza di giochi pensati per liberarlo al tiro. In un paio di mesi il lavoro fatto con Torquemada Sepulcri e l'affiatamento con i compagni gli hanno permesso di diventare, insieme a Jerome Allen, il leader della squadra. Onestamente ci aspettavamo (forse anche società e tecnico) che Mike entrasse in forma prima ma, in definitiva, è andata bene così. Sono pochi, oggi, quelli che non lo vorrebbero rivedere anche l'anno prossimo. Ok, non difende (non lo ha mai fatto e non inizierà a farlo a 33 anni) ma in attacco, con qualche gioco ad hoc e qualche blocco in più, è ancora in grado di garantire 15/20 punti a partita e la leadership che era mancata all'inizio di questa stagione. Un ultimo punto: Mike è l'epitome del tiratore ma credo che le sue doti di penetratore e passatore vengano spesso e ingiustamente ignorate.
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